Le vecchie scuderie cadono a pezzi. I tetti sono crollati ed è comparsa l'ennesima palizzata in legno con segnale di «pericolo», termometro del degrado. «Si poteva ricavare un centro anziani che ad Affori manca, oppure un centro giovani», dice Luciana Guffanti, che ha preso carta e penna e ha scritto, indignata, al sindaco. Villa Litta, la settecentesca dimora estiva dei marchesi di Affori, immersa in un parco all'inglese di oltre 80 mila metri quadrati, luogo di ritrovo della nobiltà milanese, è di proprietà comunale dal 1927. Ma soffre dei mali di tutte le periferie: mostra da anni senza vergogna i suoi mattoni, l'intonaco si stacca e i vandali ricoprono muri inferriate, porte, colonne di marmo con i loro pasticci colorati. Ogni giorno, un cavalletto con nastro di plastica rosso e bianco s'aggiunge a supporto dei cartelli che avvertono: «Non avvicinarsi, persiane a rischio crollo». «Solo la biblioteca è un gioiellino, ma anche lì ci sono infiltrazioni dal tetto che hanno già rovinato le decorazioni della Sala delle Arti». , riferiscono gli abitanti del quartiere. La villa-monumento era un tempo sede del consiglio di zona 9, prima che questo di trasferisse a Villa Hanau, a Dergano. Il piano terra che allora ospitava mostre ed eventi «ora è in balia dei ladri, che ne hanno asportato le porte in legno del 1700», precisa Luciana Guffanti. E dei fondi promessi per la ristrutturazione nel 2002 non si è più saputo nulla, commentano in quartiere. «Ho ancora la lettera dell'allora sindaco Albertini, che rispondeva alle nostre richieste. Siamo al 2009 e non s'è visto nulla». Villa Litta ha tanti padroni, troppi forse. Divisa com'è, nella parte ancora utilizzata, tra due assessorati e il Cdz. Ci sono una scuola materna, un presidio dei servizi sociali, qualche ufficio del decentramento. Ma da quando l'ufficio anagrafe è stato tolto, altre sale si sono aggiunte a quelle già in disuso e condannate al degrado. «Questa situazione grida vendetta. Da una parte il parco, ben curato, dall'altra la Villa aggiunge Beatrice Uguccioni, presidente della circoscrizione . Tutto ciò che viene lasciato vuoto, si degrada più in fretta. Vorremmo che questo messaggio arrivasse al cuore dell'amministrazione», denunciano i cittadini. Dicono al Comune che «non basta pensare all'Expo, questo è un gioiello da valorizzare, c'è la storia di Milano, ci ha vissuto Cristina di Belgioioso e Mozart ha suonato la sua musica». Grido di dolore delle periferie, che da Affori si sposta a Quarto Oggiaro. Dove c'è un'altra villa spettacolare. Villa Scheibler, restaurata, dopo anni di battaglie, e ancora vuota, da un anno. Nonostante le insistenze dell'Associazione «Quarto Oggiaro Vivibile». La splendida Villa rivive nei racconti dei cittadini che descrivono la bellezza degli interni, con i soffitti affrescati e la chiesina quattrocentesca trasformata in sala riunioni e spettacoli. Luoghi non accessibili per ora ai milanesi, perché la villa è ancora chiusa e vuota, dopo più di un anno dalla conclusione dei lavori.