Veneto, Umbria e Campania, una in rappresentanza di ciascuna macro-area geografica. Sono le tre regioni più vicine all'approvazione di un nuovo piano casa. Il Veneto è stato il primo a varare un disegno di legge, già a fine aprile, e l'approvazione del consiglio è attesa per oggi. Il testo prevede la possibilità di ampliare gli edifici esistenti fino al 20 del volume, demolire e ricostruire gli edifici esistenti fino al 30. Quanto a quest'ultimo aspetto, c'è una particolarità rispetto all'indicazione nazionale: gli interventi potranno infatti riguardare solo gli edifici realizzati prima del 1989 che necessitano di essere adeguati agli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. L'ampliamento può spingersi fino al 35 se vengono utilizzate tecniche costruttive della bioedilizia o fonti di energia rinnovabile. Per favorire interventi diffusi, la regione ha previsto oneri ridotti: il contributo di costruzione sarà commisurato al solo ampliamento ridotto del 20, mentre la riduzione sarà pari al 60 nell'ipotesi di edificio o unità immobiliare destinati a prima abitazione del proprietario o dell'avente titolo. Per quanto riguarda gli interventi per l'installazione di impianti fotovoltaici, il contributo sarà pari all'80 per la parte eseguita in ampliamento e del 20 per la parte ricostruita, in entrambi i casi ridotta del 50 in caso di edificio o unità destinata a prima abitazione. In caso di demolizione e ricostruzione, l'ampliamento potrà arrivare fino al 40, a patto che si faccia ricorso alla bioedilizia. In Umbria, il testo del ddl è stato approvato dalla giunta e ora è in commissione. Il testo punta a premiare soprattutto le costruzioni sostenibili. Gli edifici uni-bifamiliari o comunque di superficie non superiore a 350 metri quadrati potranno essere ampliati fino a un massimo del 20 e comunque entro il limite massimo di settanta metri quadri per edificio. Ma solo se accompagnati da un incremento dell'efficienza energetica. Gli edifici a destinazione residenziale potranno essere incrementati del 25 da abbinare alla certificazione di sostenibilità ambientale di classe B in caso di demolizione e ricostruzione. La regione apre anche agli aumenti per gli edifici composti da almeno otto alloggi, per una superficie totale di 800 metri quadri, con il vincolo di destinare metà dell'incremento alla realizzazione di abitazioni non inferiori ai 60 metri quadri, da affittare poi a canone concordato. Nel caso di demolizione e ricostruzione l'aumento di superficie può raggiungere il 35 se l'intervento riguarda tre edifici compresi in un piano attuativo. Per la semplificazione delle procedure è stato proposto il Pea (Procedimento edilizio abbreviato), con la previsione del silenzio assenso entro 60 giorni. L'ok della giunta campana per il piano casa è arrivato a fine maggio ed entro la fine di questo mese dovrebbe esserci il via libera del consiglio. Il piano si propone di mediare tra l'esigenza di rispondere ai problemi di disagio abitativo e quella di mettere in sicurezza i fabbricati in un'area storicamente ad alto rischio di catastrofi naturali. In linea con il piano nazionale, vengono consentiti ampliamenti volumetrici del 20 per villette mano e bifamiliari e del 35 per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo le norme più avanzate: sicurezza abitativa contro il rischio sismico, riqualificazione e cambio di destinazione per capannoni industriali dismessi da destinare ad abitazioni, riqualificazione degli immobili Iacp, che potranno essere interamente abbattuti e ricostruiti con pari volumetria. Le imprese potranno spingere l'ampliamento fino al 50 per realizzare nuovi alloggi residenziali da immettere sul mercato.