Nell'articolo «Salviamo l'arte dal federalismo», pubblicato su «la Repubblica» l'11112008, Eugenio Scalfari denunciava che, per effetto della «devoluzione» di poteri dallo Stato centrale alle Regioni e da queste ai Comuni, la pianificazione urbanistica in Italia ha da tempo «preso il sopravvento su quella paesaggistica e ambientale» e «gli interessi propriamente edilizi» hanno stravolto la «pianificazione urbanistica», incoraggiando fenomeni di «collusione» e «corruzione» e deturpando il paesaggio. Queste parole sono tornate alla mente leggendo le cronache della Gazzetta sul caso di Castiglione delle Stiviere, dove le opposizioni accusano alcuni esponenti della maggioranza di avere elaborato il PGT (Piano di governo del territorio) con un occhio di riguardo verso interessi personali. Secondo il PGT approvato, 100 ettari di terreno agricolo saranno trasformati in aree edificabili. Quando membri della giunta parlano di «contenimento della cementificazione» e di tutela dell'ambiente, dicono una cosa che non risponde alla realtà: il Piano determinerà un consumo esagerato di aree verdi. Perché si vuole questo? Si risponde che bisogna costruire abitazioni, centri commerciali e stabilimenti. Ma a Castiglione ci sono circa 1000 abitazioni vuote e prima di costruirne di nuove sarebbe saggio utilizzare quelle esistenti; la rete commerciale è già fin troppo estesa; in un periodo di grave crisi economica, non vi è necessità di costruire nuovi capannoni (in Lombardia sono migliaia quelli inutilizzati). Davvero così si persegue il bene comune? L'assessore regionale all'Urbanistica, che dice di voler porre un freno alla cementificazione, non ha nulla da dire su quanto accade a Castiglione e in altri comuni mantovani dove si vuole consumare irresponsabilmente il territorio? Ha proprio ragione Scalfari: avere lasciato ai Comuni il potere di decidere la pianificazione urbanistica ha prodotto risultati «disastrosi» perché gli interessi edilizi sono penetrati troppe volte nelle istituzioni municipali, a scapito degli interessi collettivi. Urge l'approvazione di una legge che introduca il principio di economia dei suoli, vietando di cambiare la destinazione d'uso delle aree agricole se le superfici urbanizzate non sono state pienamente utilizzate.