Finito il lavoro della commissione tecnica: tombamento dentro la diga Settantamila metri quadri di area, collegamento alla banchina del Vte attraverso un ponte Annunciato da ventanni, il trasloco del petrolchimico potrebbe scattare fra pochi mesi, trovando la sua nuova casa allinterno della diga foranea del terminal container di Voltri. Il tavolo tecnico costituito dal comune, dallautorità portuale e dalla Confindustria ha sostanzialmente concluso i suoi lavori e si prepara ora a un nuovo confronto con il governo, già previsto per luglio. Un passaggio fondamentale, questo, tenuto conto che non essendoci aree portuali disponibili, si dovrà strappare altro spazio al mare, attraverso un robusto tombamento. Fondamentale, quindi, capire chi sarà materialmente in grado di pagare lopera. Non certo il comune o lauthority, che non hanno le risorse per farsi carico del riempimento di unarea di settantamila metri quadri, ma il governo che dovrebbe garantire i costi del riempimento e dellinfrastrutturazione, lasciando infine alle aziende coinvolte (Superba e Carmagnani) limpegno a realizzare i nuovi impianti. Altrettanto fondamentale sarà poi il confronto con il territorio, perché se è vero che la collocazione a Multedo, allinterno del porto petroli, non pare più sostenibile, è altrettanto vero che unaltra area va individuata rapidamente per dare continuità al lavoro delle due aziende. Il punto fermo di Tursi è la volontà di "delocalizzare" Superba e Carmagnani. Ma dove? LAffresco di Renzo Piano, ormai relegato al Museo Galata, ipotizzava per il petrolchimico una sua collocazione in testata al nuovo aeroporto, pensato al di fuori dellattuale diga foranea. Archiviata lipotesi, si era pensato anche a Cornigliano, ma i tempi della bonifica e dellassegnazione dei nuovi spazi dopo unapposita gara non danno al momento garanzie sufficienti. In passato si era anche pensato a Sampierdarena, alla calata olii minerali, a fianco del terminal Sech dove già ci sono i depositi di bunker. Niente da fare, tenuto conto del traffico intenso di navi in quellarea del porto. E a questo punto che ha cominciato a prendere corpo lidea di fare spazio al petrolchimico a Voltri, a ridosso della diga foranea, in quellangolo che si crea proprio per la deviazione della diga stessa. Un rettangolo di terra strappato al mare e realizzato con i detriti delle grandi opere infrastrutturali (la gronda). La scelta è quindi caduta su unarea che il tavolo tecnico sottolinea essere nel punto più lontano possibile dalle case, e che verrebbe collegata alla banchina del Vte attraverso un ponte, per consentire laccesso dei camion che vengono a caricare il prodotto scaricato dalle navi e stoccato nei serbatoi, alti 12 metri. Camion che andrebbero poi a inserirsi nella viabilità del terminal che ha accesso diretto allautostrada. Costo stimato dellopera, sessanta-settanta milioni di euro. Ma chi paga? In un primo incontro al ministero dello Sviluppo Economico sarebbe emersa una disponibilità del governo a valutare il progetto e a sostenerlo, a condizione ovviamente che il territorio lo condivida. Un prossimo incontro, già fissato per luglio, porterà i componenti del tavolo tecnico (comune, authority e industriali) a un nuovo confronto allargato con i ministeri dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dellAmbiente. Si entrerà nel merito del progetto e si comincerà appunto a ragionare anche di finanziamenti. Ma è chiaro che il progetto dovrà necessariamente passare dalla strada maestra dellaccordo di programma.