Caserta. La Reggia di Caserta ci ha preso gusto a «travestirsi» da Vaticano. Dopo il contestato «Angeli e demoni» di Ron Howard, potrebbe farlo di nuovo per «Abbiamo il papa» di Nanni Moretti: mocassini, pantaloni azzurro indaco, camicia di lino e telecamera digitale alla mano, il regista ieri mattina ha «vivisezionato» la Reggia per un sopralluogo top secret. Il cineasta è arrivato in auto da Roma alle 10.30 con due scenografe, due produttori e Maurizio Gemma, direttore della Film Commission Regione Campania. Ad attenderlo i funzionari della Soprintendenza Pino Gravino, Pasquale Savino e Vincenzo Mazzarella. Incollato alla sua telecamerina, Moretti ha iniziato la sua visita dai cortili e dal Vestibolo inferiore, attento a filmare ogni anfratto. Poi è stata la volta del Vestibolo superiore, degli appartamenti storici e di tutte le retrostanze reali. Dettagli tecnici, inquadrature ideali, effetti naturali di luci e ombre nei discorsi del regista e del suo staff, sorrisi compiaciuti e scambio di battute tra Moretti e le tre guide d'eccezione, alle quali ha confessato di amare «l'inflessione partenopea e il modo di farcire i discorsi con parole ed espressioni tipiche dialettali». Un salto alla Cappella Palatina, un pasto veloce nella mensa della Reggia, quindi escursione nel parco fino al Giardino Inglese. Moretti ha lasciato la Reggia alle 17 e, fedele alla sua proverbiale riservatezza, non ha detto nulla sul film a cui sta lavorando a tre anni da «Il caimano», ma è facile immaginare che si tratti appunto di «Abbiamo il Papa», in cui dovrebbe essere uno psichiatra chiamato in Vaticano dal consiglio dei cardinali perché il Pontefice eletto non vuole assumere la carica. Una pellicola da 12,2 milioni di dollari di budget, che dovrebbe essere presentata al prossimo festival di Cannes: la Reggia di Caserta ancora una volta potrebbe «travestirsi» per Moretti da Vaticano.