Boscotrecase. Tenevano esposta in camera da letto un'anfora risalente al V-IV secolo prima di Cristo: la coppia di coniugi è stata denunciata per appropriazione illecita di reperti archeologici e opere d'arte. Oltre al prezioso vaso di terracotta, sul tetto dell'abitazione di via cardinal Prisco c'erano anche una lucerna e due piccoli balsamari, anch'essi di epoca greco-romana. La scoperta è stata fatta dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, agli ordini del capitano Luca Toti e coordinati sul posto dal tenente Francesco Panebianco. La coppia denunciata ha sostenuto di aver trovato i reperti per strada, accanto ad un contenitore per l'immondizia, e di averli raccolti. Una circostanza giudicata al quanto dubbia dai militari che tuttavia non giustificherebbe le due persone, in quanto avrebbero dovuto segnalare il ritrovamento alle autorità competenti. Il materiale è stato immediatamente consegnato alla soprintendenza archeologica. Attraverso una prima verifica i ricercatori sono riusciti a stabilire l'esatto intervallo cronologico in cui collocare la creazione dell'anfora, che pare essere tra le più antiche ritrovate in Italia. Si tratta, infatti, di uno stamnos in ceramica acroma con decorazioni a cerchi concentrici e fasce colorate. Nell'antichità il vaso, dotato di manici orizzontali, veniva usato per contenere olio, vino oppure monete.