Per lunica struttura in stile novecentista mai rimaneggiata, costruita nel 39, si moltiplicano gli appelli La Regione: sotto tutela la piscina chiusa da tre anni. Cera un accordo non scritto con il Franco Parenti per ristrutturare ma non ci sono i soldi Lassessore Rizzi "Chiederò alla Sovrintendenza di poterla coprire Il costo, 4 milioni" Cè una piscina chiusa da tre anni nel centro di Milano e i cittadini si chiedono perché. Una piscina storica, 70 anni di vita, costruita nel 1939 in sobrio stile novecentista, lunica tra quelle allaperto realizzate in quei tempi a non essere stata pesantemente rimaneggiata. Rara e originale, quindi, e di proprietà comunale. E ora, con le sue vasche completamente abbandonate, riceve anche un riconoscimento importante che suona come una beffa. La Regione ha definito larea che comprende la piscina Caimi di via Botta, zona porta Romana, «di notevole interesse pubblico» e quindi assoggettata alle norme per la tutela paesaggistica. Lo ha deciso la giunta su proposta dellassessore allUrbanistica Davide Boni, che parla di «pregevole complesso architettonico, rappresentato soprattutto dallattrezzatura balneare di epoca razionalista che si inserisce in unarea a prato e alberata di notevole bellezza con il suo specchio dacqua ad anfiteatro». Limpianto «rappresenta uno spazio pubblico di valore storico testimoniale degli anni Trenta». Tutto vero. Peccato, però, che questa bellezza non se la possa godere nessuno, e che scivoli nel degrado. Il neo assessore allo Sport del Comune, Alan Rizzi, ha in mente, per salvarla, di coprirla. In modo da utilizzarla 365 giorni allanno e non solo nei mesi estivi. «Chiederò al più presto un incontro con la Sovrintendenza - spiega Rizzi - per un progetto che non sia solo finalizzato alla ristrutturazione della Caimi ma anche alla copertura della vasca». Racconta larchitetto Alessandro Sartori che collabora agli "Itinerari di architettura milanese" proposti dalla Fondazione Ordine degli Architetti: «Gli impianti sportivi degli anni '20-30 sono ancora considerati delle buone lezioni di architettura. Nel 1928 Luigi Lorenzo Secchi propose un progetto di sette piscine allaperto sparse per la città che si basavano su un progetto-tipo con caratteristiche comuni, ispirato a principi di razionalità e semplicità. La Caimi, costruita come lArgelati e la Romano su queste linee, è lunica rimasta originale, la meno compromessa e rimaneggiata. È un pezzo di urbanistica degli anni Trenta, importante anche perché costruita allinterno di un progetto di quartiere unitario, il Cesare Battisti, che comprendeva la piscina, il teatro, le abitazioni». La struttura, chiusa due anni fa dallAsl e non diretta più da Milanosport che ha denunciato dispersioni di acqua immense e consumi triplicati per le perdite dellimpianto, intanto langue. «Cera un impegno, mai messo nero su bianco ma cera, da parte del teatro Franco Parenti per ristrutturare limpianto - dice ancora lassessore Rizzi - Invece negli ultimi due anni il teatro lo ha solo utilizzato e non ristrutturato». Risponde Andrée Ruth Shammah: «Abbiamo chiesto e ottenuto una convenzione che ci permetteva di usare lo spazio nei periodi di non balneazione: questo ha generato lequivoco che la piscina sia stata data a noi e che avremmo dovuto metterla a posto. Ma non abbiamo le risorse. La soluzione potrebbe essere lingresso di Milanosport nella nostra Fondazione, che ha già salvato il teatro, e una raccolta di fondi con sponsor per sistemare la Caimi con lidea di attività post-balneazione e lutilizzo anche dinverno». Intanto si è mosso pure il popolo dei blog (deepridersmilano. blogspot. com): con dibattiti sulla rete e una lettera allassessore Rizzi, in cui si chiede di «riportare la piscina al pubblico utilizzo».
MILANO - Abbandonata, ma "di pregio" lultima beffa per la Caimi
La piscina Caimi di via Botta, a Milano, è stata definita di notevole interesse pubblico dalla Regione e assoggettata alle norme per la tutela paesaggistica. La struttura, costruita nel 1939, è stata chiusa da tre anni e non è stata ristrutturata. Il neo assessore allo Sport del Comune, Alan Rizzi, ha proposto di coprirla per utilizzarla 365 giorni all'anno. Ha chiesto un incontro con la Sovrintendenza per un progetto che non sia solo finalizzato alla ristrutturazione della piscina ma anche alla copertura della vasca. Larchitetto Alessandro Sartori ha espresso la sua approvazione per il progetto, che potrebbe includere attività post-balneazione e l'utilizzo anche invernale.
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