Il progetto Anas è stato considerato "irrispettoso": faceva a pezzi il ponte crollato. Le vecchie pile hanno "valore storico" E dai leghisti al sindaco pd, Roberto Reggi, dicono: diamoci una mossa. Chi potrebbe finire in acqua, par di capire, sono i responsabili delle Soprintendenze ai Beni architettonici di Parma-Piacenza e Milano, che stanno bloccando i progetti per la ricostruzione del ponte sul Po. Burocrazie e un sistema di veti incrociati che, come ha sottolineato recentemente una ricerca dellassociazione "Italiadecide", tiene al palo la realizzazione di 60 grandi opere sparse per lItalia, immobilizzando risorse per 18 miliardi di euro. Ma la situazione a Piacenza è a dir poco paradossale. Dal 30 aprile i collegamenti tra Emilia e Lombardia passano su una sola direttrice. Il crollo del ponte di Piacenza - appena 4 feriti, un miracolo, e non si sa ancora se la colpa sia solo del fiume in piena o della scarsa manutenzione - costringe i pendolari a entrare sullAutosole per uscirne dopo un casello, con perdite di tempo enormi e anche trenta chilometri in più da macinare. Chi abita in uno dei settanta Comuni della zona ha ottenuto lesenzione dal pedaggio, ma pochi ne fanno richiesta: la procedura è talmente laboriosa che si preferisce buttare 80 centesimi. E intanto leconomia locale soffre, al grande centro commerciale Auchan minacciano di licenziare il 60 per cento dei dipendenti perché la clientela è diminuita, quando riapriranno le scuole sarà dura per le centinaia di ragazzi che dalla sponda lombarda vanno a studiare nei licei piacentini. «È estate, il traffico aumenta. Se si blocca lAutosole, tra Lombardia ed Emilia non si passa più», chiosa il sindaco di Piacenza. Al più presto ci vuole un ponte provvisorio - spesa prevista sui 2 milioni di euro - vicino a quello ferroviario. Ma le procedure dappalto non sono ancora partite. Poi va ricostruito il ponte crollato: da 40 a 45 milioni di euro. LAnas ha presentato un primo progetto, considerato «irrispettoso»: faceva a pezzi il vecchio ponte, costruito nel 1908, bombardato dagli americani nel '44 e rifatto dopo la guerra. Ai piacentini non andava che fossero demolite le storiche arcate, data la vicinanza del centro storico. Il progetto è stato rivisto. A intervenire è stata allora la Soprintendenza ai Beni architettonici che chiede di mantenere le vecchie pile, un reticolo di 12 piloni ora sottili ora tozzi, una specie di dentatura che sta sulla sponda lodigiana: «valore storico». Il problema è che i piloni vecchi non tengono più, lo stesso sistema è considerato dai tecnici inadatto alla forza del fiume. E allora? Si rinvia la decisione. Che il nuovo ponte sia pronto a fine 2010 come promesso sembra ormai più che improbabile. Reggi si appella al governo: «Devono decidere subito la procedura di urgenza, altrimenti non se ne esce». Venerdì una delegazione bipartisan di parlamentari piacentini si è incontrata a Roma con il sottosegretario Bertolaso, che ha promesso un decreto ad hoc nel prossimo consiglio dei ministri. Chissà. Il progettista dellAnas, Michele Mele, padre delle norme europee in materia di ponti, qualcuno nel Po lo butterebbe pure lui: «O si decidono o io me ne vado. Mi hanno fatto vedere una cartolina di Praga: volevano un ponte come quello lì. Poi le ragazze della Soprintendenza, che non sanno leggere i progetti, hanno tirato fuori la storia dei piloni antichi da conservare assolutamente, anche se non reggono. In tempi stretti e con pochi soldi. Come no?».
La beffa del ponte che "divide" il Po. Crollato tra Milano e Piacenza. Ma la Soprintendenza blocca i lavori: bene storico
Il crollo del ponte sul Po a Piacenza ha costruito un grande imbarazzo per i pendolari che devono prendere lAutosole per attraversare il fiume. La situazione è paradossale, poiché il traffico aumenta durante l'estate e se si blocca lAutosole, tra Lombardia ed Emilia non si passa più. Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, chiede una mossa per risolvere la situazione. Il progetto di ricostruzione del ponte è stato presentato dallAnas, ma è stato considerato "irrispettoso" per aver demolito le vecchie pile.
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