La Reale accademia contro il Cnr: rispettate il patto per l'uso culturale Il bando scade lunedì: l'acquisto possibile con 15.475.000 e non prevede ribasso CAPRI. La vendita dell'Osservatorio solare della Reale Accademia Svedese di Anacapri rischia di diventare un caso diplomatico che coinvolge il Cnr e l'Accademia che assegna il Nobel. L'istituto per le ricerche italiano acquistò il complesso 1982 per un prezzo irrisorio, 450 milioni di lire del tempo, proprio dalla Reale Accademia di Svezia con l'intesa che sarebbe stato utilizzato per motivi di studio e che fosse destinato solo alla ricerca scientifica. Oggi il bando pubblicato dal Consiglio nazionale delle ricerche con l'avviso della vendita immobiliare, partendo da una base d'asta di 15.475.000 euro, e che non ammette offerte a ribasso, ha fatto smuovere i vertici dell'ambasciata di Svezia a Roma che contesta la vendita occupata a cercare l'intera documentazione necessaria a impugnare l'eventuale vendita dello storico complesso immobiliare. Il Cnr, che ha emanato l'asta pubblica, parla di vendita a corpo e non a misura. Nell'immensa proprietà che spazia da Caprile a via Fraito fino a via Ceselle, chiamato dagli anacapresi «Il Giardino di Anacapri», si trovano edifici e terreni che il mercato immobiliare attuale reputa di immenso valore. La data di scadenza per la presentazione dell'offerta è fissata alle ore 15 di lunedì, dopodiché per aprire i plichi che contengono le offerte, che non possono essere inferiori ai 15 milioni e 457mila euro, bisognerà attendere il 30 giugno. Il regolamento del bando prevede il versamento cauzionale di 1.547.500 euro e la sede dell'asta è la stessa del Consiglio nazionale delle ricerche in Piazzale Moro a Roma. L'aggiudicazione prevede norme severe: le offerte, in forma anonima, saranno confrontate col valore a base d'asta, e chi si aggiudicherà la proprietà dovrà versare in un'unica soluzione la somma pattuita, alla stipula del contratto d'acquisto. Ma anche se sembra già tutto stabilito, la polemica comincia a montare, e della vendita dell'Osservatorio se ne occuperà anche Il Foglietto, il giornale del sindacato Usi Rdb. Infatti è a questa testata che l'ex presidente del Cnr Lucio Bianco ha dichiarato che, anche se non esiste nessuna documentazione, il suo predecessore, professor Ernesto Quagliariello, diede la sua parola all'allora segretario generale dell'Accademia delle Scienze Karl Gustaf Bernhard, «che il Cnr una volta acquistato l'osservatorio di Anacapri, non lo avrebbe mai rivenduto. Per questo motivo - ha proseguito Bianco - il complesso di Anacapri non può essere venduto senza venir meno alla parola data al governo svedese». E che l'immobile dovesse rimanere destinato all'uso pubblico lo aveva già dichiarato il sindaco di Anacapri appena è trapelata sull'isola la notizia. Mario Staiano, che ha lasciato la fascia di sindaco da qualche giorno, in una sua intervista rilasciata al Foglietto aveva già annunziato una serie di perplessità e di voler dare battaglia alla vendita, «infatti - spiega - erano state superate una serie di empasse burocratiche nel corso del restauro che ha portato la superficie dell'immobile da circa 660 a 1100 mq, e poiché si trattava di un edificio destinato al pubblico, che era destinato ad ospitare il nuovo centro di cultura e congressi che avrebbe portato ad Anacapri turismo di qualità anche in bassa stagione, le autorità comunali si erano adoperate per aiutare il Cnr a raggiungere l'obiettivo. Ora invece scopriamo che si tratta di un'azione speculativa».
La Svezia: salvate l'Osservatorio di Capri
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha pubblicato un bando per la vendita dell'Osservatorio solare della Reale Accademia Svedese di Anacapri, con una base d'asta di 15.475.000 euro. La vendita è prevista per il 30 giugno, con un termine di presentazione delle offerte fino al 15 giugno. Il bando prevede che le offerte siano presentate in forma anonima e che il vincitore dovrà pagare la somma pattuita in un'unica soluzione. La vendita è stata contestata dalla Reale Accademia di Svezia, che sostiene che il complesso non può essere venduto senza venir meno alla parola data al governo svedese.
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