Ricordate le famose scene dei film westem in cui sulle alture che circondano l'accampamento dei pionieri compaiono a un tratto centinaia di pellerossa pronti all'assalto? A questo mi fanno pensare le muraglie d'immensi falansteri che incombono sulle ancora bellissime ultime aree verdi dell'Agro Romano. E, egualmente preoccupanti, le selve di gru irte sull'orizzonte, un tempo intonso, che si apre verso il mare. Si tratta di un furore edilizio e urbanistico che farebbe pensare a un incremento di popolazione da Terzo Mondo e che invece investe un luogo che non presenta tali incontenibili aumenti demografici. Anzi, secondo le statistiche, dal 1990 a oggi, Roma ha perso più di 150.000 abitanti. Così le recenti posizioni della Soprintendenza comunale ai beni architettonici - pare con l'avallo del ministro dei Beni Culturali - tese a estendere i vincoli su numerose aree pregiate, non può che rallegrare chi da anni si batte per la difesa di questo splendido territorio. L'area interessata non è di secondaria importanza. Basti pensare ai luoghi - iscritti da secoli nell'immaginario collettivo dei Romani - che si trovano nel magico triangolo tra la via Laurentina e l'Ardeatina e che comprendono il complesso della Cecchignola (dove da anni si tenta un collegamento con il Parco dell'Appia Antica, salvando marane, boschetti, ruderi romani e medievali), Tor Pagnotta, la Falcognana, Castel di Leva, S. Fumia, Solforata e altri, tutti intrisi di quei reperti archeologici, panorami splendidi, spallette boscose e campi fioriti che fecero nell'800 la gioia dei tanti pittori riuniti nel gruppo dei XXV della Campagna Romana. E' giunto il momento di arrestare la corsa verso quella banlieue infinite che ha già ad esempio inghiottito i sereni paesaggi lungo l'autostrada Milano-Venezia e che divora ogni anno 60.000 ettari di buon terreno agricolo. Andrea Carandini, nominato da poco presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, che tanto ama la storia e i paesaggi della Campagna Romana, sosterrà sicuramente le posizioni della Soprintendenza in difesa di uno dei pi bei paesaggi d'Italia.