Christopher Hitchens è autore de «I marmi del Partenone. Le ragioni della loro restituzione" Oggi verrà inaugurato il nuovo museo dell'Acropoli ad Atene, ospitato in un edificio moderno di grande pregio architettonico. Per molto tempo non è stato possibile visitare i templi che sorgono su questa celeberrima altura, né le sculture che li adornavano quando vi si venerava Pallade Atena. Lo smog e i cedimenti strutturali hanno reso necessario asportare e custodire altrove un buon numero delle statue e dei bassorilievi, mentre ritardi burocratici e politici continuavano a rinviare la nascita del museo. Oggi, invece, il turista potrà aggirarsi tra i templi dell'Acropoli anch'essi sottoposti a rilevanti e minuziosi restauri per poi visitare le sale del museo, con splendide vedute sull'Acropoli, dove ammirare le sculture di Fidia e altri artisti. o avuto il privilegio di visitare i siti mesi fa: gli sforzi combinati di Bernard Tschumi, l'architetto svizzero, e Dimitrios Pandermalis, il direttore del museo, sono stati impressionanti. Il piano principale è quello superiore. Qui tutti i tesori del Partenone, oggi disponibili, sono stati esposti con grande competenza in una galleria che si contraddistingue dagli altri livelli in quanto rispecchia la piantina del tempio, verso il quale si dirige lo sguardo del visitatore. Ma una grossa percentuale dei «tesori» del Partenone sono stati separati dal corpo principale e non possono essere ammirati nel loro insieme armonico. Mi riferisco ai cosiddetti «marmi di Elgin», i grossi pezzi del fregio, timpano e metope che furono letteralmente «strappati» dal Partenone agli inizi dell'8oo e trasportati in Inghilterra, dove erano destinati a ornare l'abitazione privata di Lord Elgin in Scozia. Solo la bancarotta del Lord salvò i marmi da questa triste sorte, perché li vendette al governo britannico, che tuttora li custodisce nel British Museum di Londra. I tagli effettuati da Elgin dissezionano e ricompongono arbitrariamente un poema scultoreo che era stato concepito come un tutt'uno e narra un'unica storia, dividendo persino figure e personaggi di quella storia. Il corpo della dea Iride è oggi a Londra, la sua testa ad Atene. La parte anteriore del torso di Posidone è a Londra, la parte posteriore ad Atene. Una situazione grottesca. Di recente, il presidente Giorgio Napolitano ha reso visita al Museo dell'Acropoli per restituire un frammento del fregio il piede di Artemide che per anni era stato ospitato dal Museo Salinas di Palermo. Il suo gesto generoso, che contribuisce a reintegrare il capolavoro di Fi dia, è stato seguito dai Musei Vaticani, che hanno restituito la testa di un giovane del pannello 5 del fregio nord, e dal Museo di Heidelberg, che ha rispedito in patria il piede di un giovane che suona la lira appartenente al pannello 8. Fino a quando le autorità britanniche si ostineranno a tenersi strette gelosamente il bottino del loro antico ambasciatore in un impero turco svanito nel nulla? A lungo il British Museum ha accampato un paio di argomenti a suo favore, come quello che la restituzione dei marmi del Partenone ad Atene rischia di stabilire un pericoloso precedente e svuotare tutti i grandi musei delle loro collezioni. E inoltre facendo notare che i greci non avevano provveduto a costruire una struttura degna di ospitare quelle meraviglie. La prima tesi era infondata: quale tribunale può stabilire che un gesto estetico rappresenta un «precedente»? Gli Ittiti e i Babilonesi corrono forse ad assediare il Vaticano per reclamare la restituzione dei loro tesori? In altre parole, affidiamoci al buon senso. L'unico precedente logico è il buon esempio partito dai musei italiani e tedeschi, i quali hanno capito che non ha senso smembrare, e mantenere smembrata, una magnifica opera d'arte. Riguardo la seconda obiezione, dopo esitazioni e tentennamenti decennali, finalmente i greci hanno superato se stessi nel realizzare un luogo finalmente degno del suo mirabile contenuto. Non si tratta di spogliare uno dei pi grandi e pi antichi musei europei, quanto di completare un museo nuovo ma altrettanto prestigioso. Il pubblico inglese, interrogato in proposito, ha sempre ripetuto che è giusto ricomporre il fregio del Partenone. E' impossibile visitare Atene oggi senza augurarsi che l'Inghilterra si affretti a rimediare a un'antica ingiustizia e sappia dimostrare che un'opera d'arte, nel suo insieme, è molto di più della somma delle sue parti.