Ribaltato il giudizio del Tar, che su ricorso degli ambientalisti aveva bloccato lopera Il progetto, che prevede 400 posti interrati, prese avvio 21 anni fa. In un altro mondo Immaginate di aver ordinato un vestito su misura al vostro sarto ventanni fa, secondo il look e le vostre necessità dellepoca. E immaginate che ve lo consegnino soltanto oggi, fuori moda, abbondante o striminzito a seconda della vostra dieta. Ecco, è esattamente quello che sta per accadere per il contestato parcheggio da 400 posti auto sotto i giardini dellAcquasola. Ieri, infatti, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Sistema Parcheggi, annullando così la pronuncia dei giudici del Tar Liguria che invece avevano dato ragione agli ambientalisti (assistiti dagli avvocati Carlo e Raniero Raggi) bocciando il progetto per diverse ragioni: ambientali, urbanistiche e perché non funzionale allarea pubblica. Il Consiglio di Stato ha ribaltato la situazione e ora si è in attesa della pubblicazione della sentenza per comprendere appieno le motivazioni. A questo punto le speranze di Legambiente, Italia Nostra e Wwf, sono davvero al lumicino. Affidate ad un secondo ricorso ancora pendente al Tar (ne parliamo più avanti) oppure ad un atto di autorità del Comune che ha il potere di revocare la concessione. In caso contrario si farà un autosilos che, ventanni dopo, interessa quasi esclusivamente al "sarto" confezionare. Già, perché contro la realizzazione del park si sono espressi chiaramente sia il sindaco Marta Vincenzi e la sua giunta, e poi associazioni, cittadini, e anche il presidente del Municipio Aldo Siri, del centro destra. Eppure sembra che non sia possibile interrompere un meccanismo che prende il via il 25 luglio 1988, con la delibera numero 1220 che prevede: «La realizzazione e gestione di cinque autoparcheggi pubblici nei siti di Piazza della Vittoria, Spianata Acquasola, Largo Santa Maria dei Servi, Piazza Paolo da Novi e Piazza Palermo». Per una lunga serie di ragioni, verrà solo realizzato, e parzialmente, il park di piazza della Vittoria. Ma negli anni successivi la scelta della società e i contratti con essa stipulati vengono viziati dal virus dellepoca: le tangenti. Processi penali e contabili fissano le responsabilità ma non riescono ad evitare le successive rinegoziazioni da parte di varie amministrazioni comunali con la Sistema Parcheggi (nel frattempo lassetto societario è totalmente cambiato) e il progetto Acquasola è andato avanti fino alla battaglia finale davanti ai giudici amministrativi. Il fatto è che nel 1988 la città e il suo centro erano diversi. Genova doveva ancora conoscere una serie di trasformazioni del traffico da parte di consulenti stranieri o assessori con filosofie divergenti. Oggi poi la tendenza dei grandi centri europei è quella di tenere lontani dal cuore delle città le auto con un sistema di parcheggi di cornice serviti da un servizio di trasporto pubblico efficiente. Chi ha grandi parcheggi sotterranei in centro li ha realizzati appunto ventanni fa, non oggi con una società che cerca di non essere più schiava dellauto. Anzi, i giudici del Tar, nella loro sentenza sottolineavano come il progetto andasse respinto perché non serviva ai principali fruitori del parco ovvero le mamme ed i bambini, i pensionati, gli impiegati che allo sbocciare della primavera scelgono il parco disegnato nel 1825 da Carlo Barabino per lo spuntino di mezzogiorno. Vedremo se i magistrati del Consiglio di Stato hanno ritenuto invece regolare liter procedurale seguito dalla concessionaria Sistema Parcheggi. Con buona pace di mamme e passeggini.