Cornigliano, lo scandalo delle bonifiche nel mirino la divisione degli appalti Intercettazioni, fax, sms, incontri al vaglio dei magistrati Per laccusa la Ecoge avrebbe formato con altri un cartello per garantirsi i lavori Intercettazioni telefoniche, fax, sms, incontri documentati. E il bagaglio di partenza con cui procura e finanza di Genova laltro ieri hanno dato il via ad una serie di perquisizioni e sequestri nellambito dellinchiesta che ipotizza lassociazione a delinquere per la turbativa dasta in relazione ad alcuni appalti per la bonifica delle ex acciaierie di Cornigliano. E che ora punta ad approfondire il ruolo degli amministratori e dei funzionari che sovrintendevano allorganizzazione e allaffidamento degli appalti nel mirino. Lindagine, che nasce dalla maxi inchiesta mensopoli del maggio 2008, è coordinata dal pm Francesco Pinto e affidata ai militari del comando provinciale della Guardia di finanza. Giovedì la svolta con una sessantina di perquisizioni nei confronti di trenta indagati in tre diversi filoni. Ruolo centrale è quello di Gino Mamone e della sua Ecoge, impresa di demolizioni e scavi che a Genova è presente in diversi grandi cantieri pubblici e privati. La Ecoge è un delle dieci aziende che secondo la procura avrebbero formato un "cartello" per gestire una serie di appalti del 2007 con cui la controllata pubblica Genova Sviluppo assegnava lavori di demolizione dellex Ilva e di bonifica delle aree. Assieme alla Ecoge sono coinvolte ditte come al Despe di Bergamo o al Demont di Cairo (dellex presidente degli industriali di Savona Aldo Dellepiane) ed altre in tutto il nord Italia che rappresentano una categoria ristretta e specializzata. Prima di procedere al blitz, gli inquirenti hanno per alcuni mesi vagliato il materiale già raccolto in precedenza. In particolare a convincere gli investigatori sarebbero state sia alcune telefonate intercettate che incontri tra i vari titolari o amministratori delle imprese alla vigilia delle gare dappalto. Questo unito ad alcuni documenti, fax in particolare, che proverebbero la volontà di accordarsi. Secondo la procura poi chi non vinceva lappalto rientrava nellaffare grazie al sistema del subappalto e in questo modo nessuno restava scontento. Una ricostruzione che viene però smentita da Mamone attraverso il suo legale, lavvocato Andrea Campanile il quale ribadisce come «il mio cliente sia convinto di poter dimostrare lassoluta linearità dei comportamenti tenuti in tutti questi anni di attività». E viene smentita anche la seconda tranche dinchiesta quella sulle presunte false fatturazioni. Secondo il pm e la finanza la Ecoge attraverso false sponsorizzazioni di squadre ciclistiche toscane aveva trovato il modo di mettere da parte grosse quantità di soldi in nero. In queste prime ore di indagine la Finanza ritiene di aver messo le mani su una provvista fantasma di almeno un milione di euro. Gli investigatori si stanno ora dedicando allesame delle carte e del materiale informatico sequestrato e stanno soprattutto cercando tracce di versamenti e bonifici presso le banche. E vogliono scoprire dove possano essere finiti gli eventuali soldi delle false fatturazioni. Se siano stati nascosti al fisco o siano serviti per altre operazioni illecite. Ma prima dovranno dimostrarne lesistenza, visto che al momento sono solo ipotesi investigative.