Bruschini scade il 30 giugno, nessun candidato alla successione Mantellassi è uscito di scena, nel prossimo cda largomento non verrà affrontato FIRENZE Fiera, lattuale direttore, Alberto Bruschini, scade il 30 giugno. Quello finora in pectore, lex presidente della Camera di commercio Luca Mantellasi, non è più sulle scene dopo linterdizione dagli incarichi pubblici subita in seguito allinchiesta della magistratura di Salerno con lipotesi di bancarotta fraudolenta. Ma lordine del giorno dellultimo consiglio di amministrazione utile a risolvere la vicenda, quello di venerdì prossimo, non accenna a qualsivoglia nomina alternativa, neanche cita la parola direttore. Sembra che la questione scivolerà via senza venire affrontata, che la carica di Bruschini scadrà e che almeno per adesso nessuno la ricoprirà. A meno che entro lultimo giorno possibile, e cioè mercoledì, lordine del giorno venga modificato e si inserisca uneventuale proroga di Bruschini di cui però per ora nessuno parla, ai vertici della società delle fiere e dei congressi resterà esclusivamente il presidente Carlo Bossi. In attesa di nominare, ma con calma e a sindaco fatto, una nuova figura soprattutto operativa. Una Firenze Fiera senza ricambi e in piena tempesta. Afflitta da non pochi e non secondari problemi. Primo, quello della Fortezza che secondo il protocollo dintesa del 1 agosto 2007 avrebbe dovuto passare entro il 2 febbraio 2008 dalla proprietà del demanio a quella degli enti locali che lavrebbero data in concessione lunga, invece che breve come adesso, a Firenze Fiera. Non è cosa da poco perché solo con questo passaggio la società potrebbe finalmente fare i lavori di risistemazione delledificio che sono assolutamente urgenti. Ma nel 2008 demanio e enti locali non hanno concluso la faccenda e adesso si è inserita la nuova indagine della Procura, dopo che quella precedente, con tanto di sequestro di alcuni padiglioni, era finita nel nulla. Unindagine che non lascia tranquilli Comune e soprintendenza ma che ha anche acquisito agli atti il protocollo dintesa e dunque fatto sì che il demanio abbia bloccato qualsiasi transazione. Non basta. Cè anche la questione, già sollevata recentemente dallad di Pitti Immagine Napoleone, dei cantieri per il sottoattraversamento della Tav a due passi dallentrata in Fortezza che andrebbero a interferire pesantemente con la realizzazione delle fiere. Cantieri che oltretutto si incrocerebbero prima o poi con quelli della linea 3 della tramvia in via Valfonda.