La città attende l'approvazione di 30 nuovi piani attuativi. Vale a dire 30 progetti edilizi, quasi tutti residenziali, che porteranno nei prossimi anni sul territorio comunale oltre 323mila metri cubi di cemento, per un totale di almeno 2.200 nuovi abitanti. Si tratta di progetti attualmente in fase istruttoria o sospesi, elencati in un plico di tre fogli che in questi giorni stanno girando tra i consiglieri di maggioranza a Palazzo Cernezzi. Su questi progetti all'interno del Pdl è in corso da diverse settimane un acceso dibattito. Da una parte l'assessore all'Urbanistica Roberto Rallo e il sindaco Stefano Bruni spingono per dare un'accelerata alle trenta pratiche edilizie. Dall'altra parte i consiglieri liberal del Pdl frenano e chiedono di procedere con priorità alla definizione del Piano di governo del territorio che dovrà sostituire l'attuale Piano regolatore. Gli interventi di maggiori dimensioni previsti sono quelli di via Cumano, dell'ex Ticosa, via Pannilani e in via Canturina e che da soli porteranno all'incirca 1.269 residenti. Procedendo con ordine, in via Cumano 16, angolo via Canturina 83, sorgeranno, ad opera della società Gamma Tre, cinque palazzine per un totale di 182 unità immobiliari. Quattro edifici saranno alti 11 piani, per un'altezza effettiva di circa 32 metri. Il quinto invece sarà di otto piani, per un'altezza di 26 metri. L'edificio già esistente verrà destinato ad attività commerciali. Il complesso prevede la realizzazione anche di 195 box e 42 posti a raso per un totale di 237 posti auto. Il piano attuativo di via Cumano è in attesa di approvazione da parte della giunta. Sull'area ex Ticosa è previsto, come è noto, l'intervento più grande: il numero di abitanti atteso è 509. Il complesso edilizio, che ospiterà spazi dedicati al commercio e al terziario oltre che al residenziale, prevede una volumetria di 114.950 metri cubi. Il progetto del piano integrato d'intervento deve ancora approdare in consiglio comunale per l'approvazione. In via Pannilani gli interventi previsti sono ben cinque. La Ciclope Srl ha in programma un intervento di 7.309 metri cubi di residenziale per un totale di 73 nuovi residenti; la Trombetta Snc attende di avedere approvato dalla giunta il progetto di un complesso residenziale di 3.689 metri cubi per un totale di 37 nuovi abitanti; la Colombo Spa punta alla realizzazione di 15,899 metri cubi di residenziale che ospiterebbero circa 159 abitanti; la Gamminola Butti ha in programma un intervento da 15.280 metri cubi, di cui 8.474 destinati a uso residenziale in cui si calcolano 85 nuovi abitanti. Sempre in via Pannilani, è previsto un intervento non meglio definito nelle volumetrie a opera della Edil Spin. In via Canturina, infine, la Albate Centro ha presentato un progetto da 24.890 metri cubi per 220 nuovi abitanti. I trenta piani attuativi insieme dovrebbero portare nelle casse del Comune 3 milioni e 77mila euro. Rallo in giunta: «Priorità totale all'urbanistica» Fermi tutti! Priorità all'Urbanistica!». Questo, in estrema sintesi, il concetto che avrebbe espresso l'assessore Roberto Rallo nella giunta dell'altro giorno. Rallo avrebbe chiesto ai colleghi dell'esecutivo di "rallentare" la loro attività per dare priorità alle pratiche urbanistiche alle procedure per la predisposizione del Pgt, che necessita tra l'altro di onerose consulenze. Ma perché sono così importanti questi piani attuativi? Ogni progetto prevede oneri di urbanizzazione concessi sotto forma di standard urbanistici o monetizzazioni. Quattrini importanti per sbloccare molti interventi pubblici necessari alla città. Di questo, però, non sono tutti convinti. I liberal del Pdl (area politica a cui fa riferimento lo stesso Rallo) hanno parecchi dubbi. La consigliera Federica Simone non nasconde le su critiche all'assessore e al sindaco: «Perché derogare sempre al piano regolatore? Se i piani attuativi rispettassero il Prg la giunta potrebbe approvarli senza passare dal consiglio. Ma ci sono altri dubbi. Perché si preme per spingere sempre quei 4 o 5 progetti? Il sindaco dice che o si sblocca l'urbanistica o si va tutti a casa perché la città non può restare ferma. Ma 3 milioni di euro per 30 piani attuativi non garantirebbero chissà quali opere pubbliche, considerato che non sarebbero incassati tutti in una volta ma negli anni».