Monza non ha scippato la Davos della cultura a Firenze. Casomai, soltanto il nome dell'evento. Parola di Giovanni Gentile, presidente di Confindustria Lei è stato la mente della Davos a Firenze, a settembre debutterà però a Monza. «Questo progetto era nato da noi di Confindustria e poi abbiamo saputo che si sarebbe svolto a Monza. Ma è bene precisare che si tratta di due eventi differenti: non c'è conflittualità fra l'evento fiorentino e quello di Monza. E noi infatti stiamo andando avanti, e continueremo a farlo, con il nostro progetto indipendentemente da quello che viene programmato nella città lombarda ». Firenze. Che differenza c'è fra le due manifestazioni? «Avranno un'impostazione decisamente diversa: Firenze ospiterà un forum con personalità del mondo dei beni culturali e paesaggistici, invece Monza ospiterà un evento dell'Unesco, al qualche saranno presenti anche storici e filosofi». Il ministro Bondi ha confermato che l'evento passerà a Firenze l'anno prossimo. «Bene, ne sono contento. Questo è l'accordo che avevamo preso a febbraio dopo il nostro incontro: il primo anno sarebbe stato a Monza e poi stabilmente si sarebbe trasferito a Firenze». Eppure il ministro ha voluto precisare che la colpa è della Regione Toscana che non si è attivata, a differenza della Regione Lombardia, per portare la Davos a Firenze. Cosa ne pensa? «È il ministro a chiamare in causa la Regione Toscana, per quanto mi riguarda posso ricordare che l'idea della Davos è stata messa in campo da Confindustria e avrebbe dovuto avere una sua autonomia finanziaria. La Regione era sicuramente informata, come il Comune». Ma secondo lei avrebbe dovuto avere un ruolo attivo con il governo? «In questa fase no». Perché? «A Monza l'evento è nato proprio a livello regionale. Nel caso del Forum ha tutt'altra sede, nasce appunto da Confindustria, che ha trovato reazioni entusiaste, compresa quella della Regione che ha dato la sua approvazione. La Regione parteciperà al progetto fiorentino, ma successivamente. Credo che questo evento non abbia niente di politico, si tratta soltanto di un evento per Firenze, che sta avendo larghe adesioni. Non voglio essere trascinato nella polemica in tempo di contingenza elettorale». Parliamo allora del Forum internazionale di Firenze. Qualche anticipazione? «Siamo in una fase avanzata. L'evento si terrà a metà novembre del 2010 e durerà dai due ai tre giorni. La nostra preoccupazione più grande è quella di rendere più attrattiva possibile Firenze. E visto che è indubbia l'importanza della sua cultura, uno dei maggiori giacimenti dell'intero Paese, proprio questo tema ci è sembrato quello giusto per rilanciare la città nel dibattito mondiale».