«Nessun contatto da parte del governo », altrimenti, ci sarebbe stata «piena disponibilità e collaborazione ». Il presidente Claudio Martini non ci sta a prendere la responsabilità del mancato svolgimento della Davos della cultura per quest'anno a Firenze. E rimanda le accuse, lanciate dal ministro Bondi, direttamente al mittente: «Il governo ha fatto tutto da solo, e male». La verità di Martini è un'altra: «Un'incredibile voltafaccia dal chiaro sapore elettoralistico. Prima l'annuncio della scelta di Firenze per la Davos, e poi lo schiaffo con l'indicazione di Monza, preferita probabilmente per portare l'evento in luoghi cari al capo del governo». E il presidente aggiunge: «Il tutto condito con il tentativo di rimediare alla figuraccia promettendo l'edizione del 2010. È del tutto evidente che di quella serietà che dice di aver conosciuto quando militava nel Pci, al ministro non è rimasto proprio nulla ». La Regione Toscana non è stata la sola a replicare a Bondi. Il soprintendente del Maggio Musicale, Francesco Giambrone, non è d'accordo sui finanziamenti indicati dal ministro: «Confermo i 16,5 milioni del Fus, decurtato di 8 milioni di euro. Ma nel 2009 non sono arrivati altri fondi». E i 4 milioni di cui parla il ministro? «Abbiamo avuto molte promesse di reintegro dei tagli del Fus, spero si tratti di questo. Qualche settimana fa abbiamo ricevuto poco meno di 2 milioni di euro come contributo del 2008, arrivato in ritardo, se Bondi facesse riferimento a quel decreto il taglio rimarrebbe invariato». Dall'Accademia della Crusca replica al ministro la presidente Nicoletta Maraschi: «È una guerra fra poveri: sono insufficienti sia i contributi del governo che quelli del Comune. È scandaloso che non si rendano conto del prestigio di questa istituzione». Per Ida Fontana i problemi della Biblioteca Nazionale non si guariscono con i fondi erogati dal ministero: «C'è bisogno di assunzioni di ruolo e le risorse devono essere costanti». È l'assessore alla cultura Eugenio Giani a rispondere sul blocco del progetto per la Loggia Isozaki: «L'atteggiamento dello Stato ha fatto arenare la sua realizzazione, nonostante il regolare concorso internazionale svolto». E sui fondi aggiuntivi per il nuovo auditorium del Maggio aggiunge: «È sempre il governo ad aver detto fin dall'inizio di voler rendere omaggio a Firenze capitale. Ricordo che lo stato ricava interamente il costo delle entrate di buona parte del nostro patrimonio». Per il senatore del Pd Andrea Marcucci il ministro «conferma sostanziale i tagli subiti dalle istituzioni culturali, fa annunci elettorali e dice qualche bugia. Così si può riassumere la visita elettorale a Firenze». E Bondi non risponde alle 10 domande poste dal neoeletto consigliere del Pd Dario Nardella: «Abbiamo rispetto per il ministro, ma non si può aspettare i tappeti rossi se scende nell'agone della campagna elettorale».
FIRENZE - Tante promesse Ma i conti non tornano
Il presidente Claudio Martini non ha preso la responsabilità del mancato svolgimento della Davos della cultura a Firenze, ma ha rimandato le accuse al mittente, il ministro Bondi. Martini ha affermato che il governo ha fatto tutto da solo e male. Il ministro Bondi ha confermato i finanziamenti indicati per l'evento, ma la Regione Toscana non è stata d'accordo. Il soprintendente del Maggio Musicale ha confermato i 16,5 milioni di euro del Fus, decurtati di 8 milioni di euro. La presidente della Crusca ha affermato che i contributi del governo e del Comune sono insufficienti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo