Dopo il vertice parte il piano alternativo per Rho-Pero. E salta il trasloco in Fiera dellOrtomercato Meno padiglioni, più verde. Niente trasloco dellOrtomercato a Rho-Pero dopo il 2015. In un vertice a casa di Letizia Moratti, ieri, sindaco e architetti hanno iniziato a ridisegnare lExpo alle prese con la crisi economica e lemergenza Abruzzo. Si va verso la riduzione dei nuovi padiglioni da costruire. La sorpresa è lidea di creare con Carlo Petrini un laboratorio della biodiversità alimentare. Expo, la crisi taglia i padiglioni e salta il trasloco dellOrtomercato Vertice a casa Moratti, via al piano B per Rho-Pero Formigoni rilancia gli Stati generali: "Servono contenuti" Alfano: "Un unico ente per gli appalti contro le infiltrazioni" Il sindaco arruola il guru dello slow food Petrini: un centro della biodiversità alimentare con gli stand dellEsposizione Unarea Expo più piccola ed economica. Meno padiglioni da costruire e, soprattutto, da smontare alla fine dellEsposizione universale sfruttando stand in coabitazione con la Fiera di Fuksas. Un parco più grande di quello promesso con una sorpresa appena uscita fuori dal cilindro: un Laboratorio della biodiversità alimentare, piante e sementi da mezzo mondo in mezzo al verde, inventato dal guru dello slow food Carlin Petrini. Addio al trasloco dellOrtomercato a Rho-Pero dopo il 2015. Eccolo, linizio del piano-B a cui si è iniziato a lavorare ieri in casa Moratti. Lì ha accolti lì i suoi ospiti, il sindaco. Da giorni malata, costretta a stare lontana dal suo ufficio a Palazzo Marino, non ha voluto rimandare un vertice preparato da tempo: lincontro con la cinquina di archistar che deve disegnare Rho-Pero, insieme al capo della società Expo Lucio Stanca, al presidente di Slow Food Carlo Petrini. E al governatore Roberto Formigoni, che proprio oggi lancia i suoi personalissimi Stati generali dellExpo convocati il 16 luglio attraverso un sito Internet a cui spedire idee e messaggi. «Le infrastrutture, i collegamenti, i padiglioni sono necessari, ma ancora più necessari sono i contenuti su cui si dovrà appoggiare questo grande evento storico», dice il governatore. Una linea che si sposa benissimo con quello che ieri è stato detto in casa Moratti: larea Expo, appunto, è da ridimensionare. E dunque si deve puntare sulloperazione culturale. Un piano-B che sta diventando un mandato agli archistar che devono inventarsi la nuova area in coabitazione con la Fiera. E lo devono fare al buio. Ancora infatti non è stato deciso cosa resterà a Rho-Pero dopo il 2015. Si riparte da zero. Nel salotto di Letizia Moratti, ieri, si è preso atto che lipotesi di traslocare lì i Mercati generali almeno per ora non si può licenziare. Davanti alla rivolta dei grossisti, alle proteste di Formigoni e allo scetticismo della Fiera (proprietaria con il gruppo Cabassi di Rho-Pero), ma soprattutto alla comprensione che non si può lasciare fino al 2015 lOrtomercato senza una ristrutturazione. Quale eredità dunque a Rho-Pero? Torna in pista la vecchia ipotesi di un nuovo quartiere. La politica prende tempo e non decide. Ma nel frattempo, ieri, dà le linee guida agli architetti per iniziare almeno a fare qualcosa. Unico assente lo spagnolo Busquets, il gruppo guidato dal milanese Stefano Boeri si è messo a lavorare a unExpo immerso in un grande parco, con la sorpresa del Laboratorio della biodiversità caro a Petrini. Ma carissimo anche al sindaco Moratti, convinta che sia una validissima carta per lExpo dellalimentazione. Resta che su Expo troppe decisioni sono rinviate a dopo le urne, su tutte il ridimensionamento dei fondi a disposizione causa ricostruzione in Abruzzo. Ma anche il potere che avrà la società dei cantieri guidata da Stanca, potere che la Lega di Bossi vorrebbe spostare sulla Fiera. Ieri Alla vigilia delle urne Guido Podestà ha evocato una «stazione appaltante» unica per i cantieri, benedetta anche dal ministro Alfano come «un filtro per evitare le infiltrazioni mafiose». Per molti, anche, segnali di fumo ai leghisti per aprire a una fusione tra la società di Stanca e Sviluppo sistema Fiera.