C'è anche una patera di età bizantina con impresso il simbolo della cristianità A pochi giorni dal ritrovamento di anfore, coppe e frammenti di età greca, l'antica colonia rodio-cretese torna nuovamente alla ribalta per un altro ritrovamento subacqueo che ha portato alla luce 26 preziosi reperti ceramici di età greca, romana e bizantina. Una scoperta resa possibile grazie alle segnalazioni dei cittadini, sempre più sensibili alla tutela del patrimonio archeologico, che potrebbe segnare solo l'inizio di altre importanti scoperte. Il sito archeologico sottomarino è stato individuato al largo di Gela, nello specchio d'acqua di Bulala, una zona rivelatasi nel prosieguo degli anni uno "scrigno prezioso" per le ricchezze che in essa sono state rinvenute. L'ultimo rinvenimento, in ordine di tempo, risale a ieri quando dai fondali sono stati recuperati i 26 reperti ceramici. Si tratta, in gran parte, di materiale utilizzato dalle navi per il trasporto di olio, vino, semi e vasellame di uso comune. I reperti ceramici non hanno, infatti, figurazioni. C'è anche un elemento architettonico marmoreo di epoca non classica. Tra il materiale archeologico recuperato, spicca una patera, un piatto sigillato di età bizantina nel quale è impresso il simbolo cristiano della colomba. La particolarità di questa scoperta sta anche nel fatto che il materiale strappato al mare è eterogeneo per datazione. Le sue tipologie risalgono ad un arco temporale che abbraccia tre epoche e questo sarà un elemento importante per le indagini degli archeologi. A fare la scoperta sono stati i carabinieri del comando provinciale di concerto con quelli della Compagnia di Gela, supportati dai reparti speciali del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo e del Nucleo subacquei di Messina, nel corso di un'operazione di monitoraggio della costa gelese espletata, come detto, a seguito delle segnalazioni giunte da alcuni sub locali. Questi,durante le immersioni, avevano avuto modo di scrutare da vicino le ricchezze custodite per secoli nei fondali di Gela. Alle operazioni di recupero dei 26 reperti ceramici hanno collaborato gli stessi sub locali. Ma le ricerche possono dirsi tutt'altro che concluse. Con l'ausilio di sofisticate attrezzature tecniche i fondali saranno scandagliati palmo a palmo alla ricerca di altri reperti e di eventuali resti della nave che si presume trasportasse il materiale portato ieri alla luce. La patera, così come tutti gli altri reperti ritrovati ieri saranno consegnati alla Soprintendenza del Mare insieme alle esatte coordinate marine del sito archeologico. Spetta alla Capitaneria di Porto di Gela emettere l' ordinanza con il divieto di navigazione ed attività di pesca subacquea nel sito del ritrovamento. Così sarà possibile agevolare la sorveglianza e la tutela di una parte dell'immenso patrimonio archeologico di cui è ricca Gela e l'intera Sicilia. La Soprintendenza del mare prenderà in carico i reperti nei prossimi giorni e molto probabilmente, dopo i rilievi di rito, li affiderà al museo archeologico di Gela nell'attesa che venga costruito a Bosco Littorio il museo della Navigazione, una vetrina di relitti marini e reperti sottratti al mare. Daniela Vinci
SICILIA - Gela. Continua ad affiorare la ricchezza e la varietà del patrimonio archeologico di Gela.
A Gela, nello specchio d'acqua di Bulala, è stato trovato un sito archeologico sottomarino con 26 reperti ceramici di età greca, romana e bizantina. I reperti sono stati recuperati dai carabinieri e dai sub locali durante un'operazione di monitoraggio della costa. Tra i reperti, spicca una patera di età bizantina con il simbolo della colomba cristiana. I reperti sono stati consegnati alla Soprintendenza del Mare e il sito sarà chiuso al traffico marittimo. Le ricerche sono ancora in corso e si spera di trovare altri reperti e resti della nave che trasportava il materiale. La scoperta potrebbe segnare l'inizio di altre importanti scoperte a Gela.
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