Alla vigilia della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regolamento sull'Archeologia preventiva (approvato il 21 maggio scorso), a Roma un convegno promosso da Italia Nostra si interrogava sul tema «Progettare la memoria - L'archeologia nella città contemporanea». Ossia: che cosa fare quando si vuole costruire una metropolitana a Roma o a Napoli, città che vantano, nel sottosuolo, stratificazioni della storia passata? Che cosa sacrificare dell'antico, e come procedere per il nuovo, è questione che riguarda la concorrenza tra gli interessi degli appalti dei grandi gruppi imprenditoriali e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico della Nazione, sancito dall'articolo 9 della Costituzione. Una concorrenzialità che spesso denigra la funzione delle Soprintendenze a mere funzioni di passacarte. «Spesso ci arriva un progetto politico che deve passare e basta - ha detto Maria Rosa Vittadini, presidentessa della Commissione Via - E allora l'unica cosa che si può fare è limitarne i danni». Ma il regolamento sull'Archeologia Preventiva risolverà i problemi? No, secondo Stefano De Caro, direttore generale per l'Archeologia. Troppo generici i corollari con i quali si affidano alle Regioni le scelte fra soggetti universitari e liberi professionisti. «Occorre chiarezza di metodo e buon senso. I piani paesaggistici devono andare a braccetto con l'archeologia preventiva» dice. E cita, come buon esempio, l'archeologia non preventiva, ma di ricerca, attuata per la costruzione delle nuove linee della Metropolitana di Napoli. «Frutto di lavori e dibattiti pregressi, che risalgono al fotopiano postsismico delle soprintendenze di Napoli. Informazioni e buon senso, intenti chiari sui quali non si è mai tornati indietro, ci hanno permesso di lavorare anche di notte», dice De Caro. Tutto ciò che è stato trovato, e che ha permesso di ricollocare la nascita della città tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo a.C., è stato smontato e portato in depositi. Finanziamenti? Buona parte dal Comune, in dissesto ma attento. Era l'era dell'assessorato alla Vivibilità.