Gela. Alla ricerca del quarto relitto di Gela ma anche dell' antico porto della polis greca che doveva trovarsi in prossimità di Bulala. Poco distante, a Bosco Littorio c'era l' emporio, un centro commerciale in mattoni crudi, in cui confluivano le merci venute dal mare. I reperti recuperati ieri dai carabinieri sembrano indicare la presenza, proprio nello specchio di acque di Bulala, di una quarta antica nave, ma di età più tarda rispetto alle tre più note. La prima imbarcazione, datata V secolo A.C., è stata scoperta nel 1988. Recuperata per intero, è in restauro in Inghilterra, la seconda si trova ad un km dalla prima; è di età leggermente più tarda, ed è stata scavata in parte. In prossimità della foce del fiume Dirillo ai confini tra Gela e Ragusa, la Soprintendenza del mare, durante i rilievi del gasdotto libico e per vari progetti di parchi eolici off shore, ha trovato tracce di una terza nave, di età più tarda delle prime due e con uno scafo ligneo lungo 6- 7 metri. Lo scavo del terzo relitto deve ancora iniziare. Da ieri ci sono tutti gli elementi per pensare all' esistenza di un quarto relitto. La conferma viene dal Soprintentende del mare, dott.Sebastiano Tusa. Dott. Tusa, il mare di Gela custodisce una quarta nave antica? «Credo proprio di sì. Dalle indagini strumentali fatte in quei fondali abbiamo trovato tracce in tal senso. Non è una nave nè di età arcaica, nè classica ma di epoche successive e i materiali portati alla luce dai carabinieri, essendo di datazioni eterogenee, confermano questa ipotesi». Tutti i relitti di Gela giacciono nei fondali di un'identica zona, quella Bulala. Cosa significa per gli archeologi questo? «Penso che a Bulala vi fosse un fondo portuale. Una zona di ancoraggio frequentata in vari secoli. Lì le navi si fermavano e scaricavano a mare ciò che non serviva. Qualcuna colta dalle tempeste sarà affondata. Approfondire l' indagine archeologica a Bulala sarà interessante anche per capire bene i traffici commerciali in varie epoche storiche». Pensate di avviare subito le ricerche? «Faremo verifiche strumentali propedeutiche a chiedere i finanziamenti per gli scavi archeologici e il successivo recupero dei relitti. Quando avremo i fondi cominceremo a scavare l'area del secondo relitto per completare il lavoro e poi recuperarlo. Di seguito si penserà al terzo ed al quarto relitto». Di finanziamenti per l' archeologia però in Sicilia se ne vedono sempre meno. Ci vorrà un secolo per scavare su 3 siti marini? «Bisogna aspettare il prossimo Por per i finanziamenti. I soldi non bastano mai e le ricerche da fare nel mare siciliano sono infinite. Cerchiamo perciò sponsor e collaborazioni istituzionali. A Camarina a breve inizieremo un'importantissima ricognizione subacquea con uno sponsor americano». Come proteggere, nel frattempo, il patrimonio archeologico che giace nei fondali siciliani? «Con le ordinanze delle Capitanerie di Porto, con i controlli a mare delle forze dell' ordine in via prioritaria. Ma il sistema funziona meglio se c'è la collaborazione di tutti i soggetti che operano a mare. Se segnalano ciò che vedono e controllano, il nostro patrimonio in mare è più protetto. Questo sistema sta funzionando bene a Pantelleria e nelle Egadi».
SICILIA - GELA. La certezza del prof. Tusa C'è una quarta nave che giace in questi fondali
I carabinieri hanno recuperato ieri reperti che sembrano indicare la presenza di una quarta nave antica nel specchio di acque di Bulala, in Sicilia. La nave, di età più tarda rispetto alle tre più note, è stata trovata vicino all' emporio di Bosco Littorio, un centro commerciale in mattoni crudi. La Soprintendenza del mare ha confermato che le tracce trovate sono di una nave di epoche successive e che i materiali recuperati sono di datazione eterogenea. Gli archeologi pensano che a Bulala vi fosse un fondo portuale frequentato in vari secoli. La zona è stata identificata come un'area di ancoraggio per le navi.
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