Parlati: si facciano scelte di interesse pubblico Legambiente Lazio definisce le linee guida per il Piano Casa che la regione Lazio dovrà approvare entro il 30 giugno: no ad interventi nei centri storici e negli edifici vincolati, nelle aree agricole, protette e vincolate dal piano paesistico regionale. Ampliamenti del 20 della superficie utile lorda solo su edifici non superiori a 350 metri quadrati e per un massimo di 70 metri quadrati, senza andare in variante ai piani regolatori dei comuni, con l'esclusione di aree demaniali ed immobili abusivi. Queste alcune delle proposte illustrate ieri mattina dal presidente dell'associazione Lorenzo Parlati e dal responsabile Territorio Mauro Veronesi che già da oggi saranno inviate agli assessori regionali competenti e ai capigruppo della Pisana, chiedendo un'audizione in Commissione Urbanistica "in tempi brevissimi" ha detto Parlati. Dati del consumo suolo alla mano (dal 1990 al 2005 edificati 225940 ettari che portano il Lazio al 6 posto nella classifica delle regioni mangiasuoli liberi, solo nel biennio 2004-05 costruiti nuovi fabbricati per l'equivalente di un campo di calcio al giorno) Legambiente Lazio ha detto "no ad un'inutile colata di cemento del decreto Berlusconi" ha spiegato Parlati, e "si" a scelte indirizzate "verso chiari interessi pubblici, fornendo nuove opportunità per innovare l'edilizia esistente con criteri di alta efficienza energetica, cambiando volto al brutto costruito con interventi di demolizione e ricostruzione" ha detto Parlati.