Le sedi da 12 a 9. I sindacati: "Posti a rischio e trasferimenti selvaggi" In attesa della manovra circa 250 dipendenti. Oggi vertice tra sindacati e ministero La riorganizzazione crea numerosi disagi soprattutto per i dipendenti, che temono trasferimenti selvaggi Trasferimenti e posti a rischio nelle soprintendenze campane. A pochi giorni dallapprovazione della riforma del ministero dei Beni e delle attività culturali e ad appena un anno di distanza dalla prima riduzione degli assetti organizzativi delle pubbliche amministrazioni, secondo le direttive del governo, cambia di nuovo lo scenario. Numerosi i disagi, secondo soprintendenti e sindacati, soprattutto per i dipendenti, colpiti da trasferimenti selvaggi e dalla riduzione di posti. Duecentocinquanta in attesa di riorganizzazione. Il soprintendente Mario Pagano: «Notevole diminuzione di personale». I sindacati: «Scelte non funzionali». Soprintendenze campane col fiato sospeso a pochi giorni dallapprovazione da parte del Consiglio dei ministri della riforma del ministero dei Beni culturali. Primo effetto: le soprintendenze della Campania vengono ridotte da 12 a 9. La manovra di razionalizzazione però nasconde anche una drastica riorganizzazione e quindi tagli al personale. Si temono licenziamenti, trasferimenti selvaggi, dipendenti senza sede e disagi. Insomma, il caos. La preoccupazione è trasversale. È condivisa da soprintendenti e sindacati. Sono duecentocinquanta i dipendenti in attesa di questa «manovra di riorganizzazione». Dunque, saranno due le soprintendenze che verranno immediatamente soppresse: lArcheologica di Caserta viene accorpata allArcheologica di Salerno, quella ai Beni artistici e storici di Salerno passa di competenza a Napoli. La terza è stata riorganizzata lo scorso anno quando la soprintendenza archeologica di Napoli fu accorpata a quella di Pompei. Nellattesa che il decreto diventi operativo (si aspetta lok della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale), oggi è previsto lincontro dei sindacati con il ministero. Tutto questo succede, infatti, dopo un anno appena dallaccorpamento che ha fatto nascere la soprintendenza speciale di Napoli e Pompei, in nome della razionalizzazione e della riorganizzazione. «La decisione è assurda perché non è affatto funzionale - dice Libero Rossi, rappresentante della Cgil - Oggi incontriamo il ministro Bondi proprio per parlare del futuro dei dipendenti. Per Caserta si parla di sezioni territoriali ma il problema è per i dipendenti dellArtistica di Salerno: quando il decreto sarà operativo resteranno senza sede. E cioè 50 lavoratori che per prendere una commessa dovranno andare a Napoli, magari per una missione che stanno seguendo a Sala Consilina. È evidente che nessuno di loro è disposto ad accettare». In allarme anche il soprintendente archeologo uscente di Caserta, Mario Pagano: «Laccorpamento è vastissimo, interessa Caserta, Avellino, Benevento e Salerno, unarea enorme, pertanto sarà difficile da gestire, anche se devo ammettere che risolve un problema di funzionalità, siamo senza risorse da più di un anno e forse ora arriveranno. Per i dipendenti, leffetto della riforma temo sarà devastante: con il decreto Brunetta la maggioranza andrà in prepensionamento e il turn over sarà soltanto al minimo, al 20 per cento». Dunque personale ridotto drasticamente e dirigenti in situazioni difficili da gestire in sedi già provate dalla dislocazione territoriale. Ed è soltanto il primo atto di una riforma che riguarderà la riduzione degli assetti dellintero ministero dei Beni culturali e che si estenderà inevitabilmente anche alle aziende-satelliti. «È un eufemismo chiamarla riorganizzazione - dice Claudio Calcara della Cisl - non credo che i dipendenti perderanno il posto ma è un progetto dove il personale non viene affatto considerato».