L'ex monastero benedettino penalizzato dai flussi turistici Valorizzare e rilanciare il sistema museale pisano, atto secondo. A pochi giorni di distanza dalla presentazione del progetto di recupero e rivalutazione ormai noto come "Gli Uffizi Pisani", a finire sotto la lente di ingrandimento della Sovrintendenza è il più importante museo di pittura e scultura della nostra città, quello di San Matteo. Una lunga serie di criticità sembra infatti emergere dagli studi portati avanti dalla Sovrintendenza sull'ex monastero benedettino che si affaccia sul Lungarno Mediceo che ospita una vasta serie di opere dei principali maestri pisani e toscani dal XII al XVII secolo, oltre a reperti archeologici e ceramici. «Risulta penalizzato, in termini di presenze di visitatori, dalla struttura degli attuali flussi turistici», afferma il sovrintendente Guglielmo Malchiodi. La discontinuità dei finanziamenti e l'inadeguatezza delle strutture dell'antico edificio non valorizzano uno dei più importanti musei d'Europa di arte medioevale. Come spiega la direttrice del San Matteo, Mariagiulia Burresi, «abbiamo affrontato con notevoli sforzi la conservazione e manutenzione delle opere, tutte restaurate e catalogate, e curato per quanto possibile la loro esposizione». Tuttavia, la mancanza di risorse ha fatto sì che si rendesse necessario un ulteriore ampliamento degli spazi, delle strutture e dei servizi del museo, che ora più che mai risente dei segni del tempo. Sul rilancio del sistema museale pisano, il sindaco Filippeschi sottolinea «l'importanza dell'integrazione tra piani urbanistici e piani per la cultura e per il turismo».