CARBONIA. Comuni presenti al gran completo a Carbonia, con la sola eccezione di Iglesias, al penultimo appuntamento organizzato dall'assessorato regionale dell'Urbanistica sui temi del Piano paesaggistico. Un'occasione per approfondire problemi e difficoltà, e che hanno consentito ai Comuni di esprimere proposte e lamentele, con interventi a tutto campo (lo hanno fatto in apertura il sindaco di Carbonia Tore Cherchi e l'assessore provinciale dell'Urbanistica) che hanno toccato i temi dei centri matrice e delle aree rurali, delle fonti energetiche e dei beni identitari e che hanno fatto emergere anche veri e propri appelli all' «azzeriamo tutto». Un appello che non è stato comunque assecondato. «L'intento dell'incontro - ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asunis - non è quello di stravolgere il Piano regionale paesaggistico. Le norme in esso contenute erano già presenti nella legislazione precedente. Il punto non è il Piano in sè. Il problema è scoprire perché le norme non hanno funzionato, e perchè i procedimenti di adeguamento dei Piani comunali sono stati, e sono, così laboriosi, visto che solo due comuni finora hanno concluso l'iter». Un'ipotesi che ha alcune spiegazioni. La prima è che dopo avere identificato gli ambiti territoriali omogenei, si è vanificato tutto generalizzando le regole e applicandole in maniera non mirata, non tenendo conto delle diverse peculiarità. La seconda è che i Comuni, esautorati delle loro prerogative si sono trovati davanti a regole non condivise, in qualche caso macchinose e non idonee a consentire percorsi di crescita. «Non abbiamo nessuna intenzione di azzerare il Ppr - ha spiegato Asunis - ma, identificati i punti di criticità, questi possono essere corretti in pochi articoli che potrebbero essere inseriti all'interno del disegno di legge di recepimento del "Piano casa" entro il prossimo 15 luglio. Un modo per restituire certezze e il loro ruolo alle amministrazioni comunali. Non si tratta di mirare ad una rimodulazione del Piano paesaggistico. Servirebbero tempi troppo lunghi. L'intento è creare itinerari di compartecipazione per la modifica dei punti controversi e che si sono dimostrati controproducenti». Una linea che i Comuni hanno mostrato di gradire. Non per niente ci sono stati veri e propri applausi a scena aperta a fronte dell'affermazione di restituire ai Comuni il loro ruolo. Un motivo per i quale l'incontro si è svolto all'insegna dei temi concreti, delle difficoltà e delle richieste di interventi di modifica, senza nessun riferimento a collocazioni politiche o partitiche. E' arrivata la collaborazione che la Regione aveva auspicato, insomma. Ed è quasi certo che gli argomenti messi sul tappeto, e che sono in linea di massima gli stessi che vedono tutti i comuni in sintonia in ogni area dell'isola, troveranno posto nelle future decisioni della giunta e del Consiglio regionale. Conclusione del viaggio il 30 giugno a Cagliari con la Conferenza regionale.