Urbanistica. L'Acer si appella al ministero Il Prg di Roma non ha pace. Dopo la maratona per approvarlo e la battaglia legale (sospensione del Tar poi cancellata dal Consiglio di Stato), arriva una nuova grana: la sovrintendenza dei Beni architettonici, con un vincolo, potrebbe bloccare la costruzione di un milione di metri cubi. La zona è Roma sud, dove la città si trasforma in agro romano, tra la Laurentina e l'Ardeatina. Ma, più avanti, ci potrebbero essere altri quadranti interessati. A rischio, per ora, c'è l'edificabilità su dei terreni (tra Cecchignola, Tor Pagnotta, Castel di Leva, Falcognana, S. Fumia, Solforata) di proprietà di grandi costruttori come Francesco Gaetano Caltagirone, del fratello Leonardo, del Gruppo Santarelli. La sovrintendente, Federica Galloni, d'accordo col ministro ai Beni culturali Sandro Bondi, ha avviato i primi di maggio un procedimento per dichiarare di notevole interesse l'agro romano. Comune e Regione stanno cercando di superare il problema, parlando con Bondi. Alemanno, in serata, ha diffuso una nota: «Questo nuovo attacco al Prg è incomprensibile anche a noi che lo avevamo criticato e che lo vogliamo modificare. Ma il Comune non è stato coinvolto in alcuna procedura per determinare i nuovi vincoli, nonostante con Roma capitale abbiamo autonomia in campo urbanistico». L'appello è al collega di partito: «Siamo sicuri che il ministro Bondi e la sovrintendenza attiveranno un tavolo di lavoro per salvare le previsioni urbanistiche attuando la tutela dei valori paesaggistici». Dal Campidoglio filtra irritazione per un provvedimento conosciuto per vie traverse: i documenti, infatti, sarebbero arrivati dalla Regione e non dalla sovrintendenza. E con la Galloni, in passato, ci sono stati altri scontri. L'Acer ha espresso preoccupazione: «Questi vincoli - dice Eugenio Batelli, presidente dei costruttori romani - sono incomprensibili, alla luce delle tutele previste nel Ptpr ». Proprio lì, in realtà, sarebbe nato scontro: la Galloni avrebbe inviato diverse annotazioni, che sono state respinte, e anche sul Prg la sovrintendenza aveva contestato 120 osservazioni. Il vincolo potrebbe scattare tra cinque mesi, può essere di inedificabilità assoluta oppure relativa (con una serie di prescrizioni). A meno che la politica non trovi un'altra soluzione. E. Men.