Nato da unidea bipartisan, il recupero della Pozzo Gros Monti escludeva i soliti studi di progettazione Loggetto del contendere è un edificio ottocentesco nato come residenza familiare dei Dellachà e presto trasformato in fabbrica. Per uno scherzo del destino è rimasta a lungo una polveriera, ospitando la produzione di fiammiferi della Saffa, prima di diventare biblioteca, tipografia della Pozzo Gros Monti e ora, si immagina, residenza di pregio. La Pozzo è tornata polveriera, nel senso metaforico, da quando la casa editrice ha chiuso i battenti e si è pensato di sostituirla con un poderoso piano di trasformazione urbanistica. Lidea, dicono i bene informati, potrebbe essere nata nellaula della Provincia di Torino ed avere avuto un battesimo bipartisan coinvolgendo il consigliere di Forza Italia Fabrizio Comba (8.000 voti a Moncalieri), titolare di un concessionario di automobili a Mirafiori, lex vicesindaco e attuale assessore al lavoro Modesto Pucci (Pd), limprenditore Giuseppe Bertone (Acqua SantAnna, indicato dalla Provincia alla Fondazione Crt). Unidea bipartisan che, secondo le indicazioni originarie date dal Consiglio comunale con una delibera del 2 marzo 2007, avrebbe dovuto sistemare nei 10 mila metri quadrati della Pozzo una parte di edilizia residenziale, una parte di case popolari e una «casa della salute» inizialmente di 1.800 metri quadrati. Molta roba, troppa forse. Perché, spiegano i tecnici, «con una manica di 17 metri di larghezza e con volte troppo basse per immaginare una soppalcatura», non è così semplice trasformare ledificio in un locale a servizi. Dunque, la delibera programmatica del 2007 subisce, nel corso del tempo, significative modifiche. Fino a giungere al «progetto preliminare nella forma definitiva» che porta la data del 4 dicembre 2008 e che esclude sia la realizzazione in quellarea della «casa della salute», sia la parte di case popolari. «La Casa della salute - spiega il sindaco Angelo Ferrero - verrà costruita in unaltra zona a spese di chi realizzerà lintervento alla Pozzo». In sostanza, in cambio della possibilità di realizzare nellex fabbrica tutta edilizia residenziale (si parla di un centinaio di alloggi), Bertone e Comba dovrebbero costruire altrove la «Casa della salute», versando oltre 4 milioni per opere che comprendono anche lacquisto e lurbanizzazione di un altro terreno. Tra i tecnici che hanno suggerito questa soluzione cè anche Fabio Minucci, del Politecnico. «Una consulenza praticamente occasionale - ha spiegato ieri Minucci alla commissione dindagine - sollecitata dai colleghi e consistita nel parere dato in una riunione». Ma tanto basta. Il cambio del progetto e il fatto di aver nascosto, sul frontespizio dei documenti, il nome di Minucci sono diventati loccasione per aprire lindagine sulla Pozzo: «Pochi giorni dopo aver consegnato la documentazione a esponenti della maggioranza, a partire dal presidente del Consiglio, Francesco Fiumara - dice lassessore Noemi Gallo - è giunta la richiesta di una commissione dindagine. Richiesta singolare visto che il Consiglio ha solo e sempre approvato delibere programmatiche senza mai giungere allapprovazione di un progetto sulla Pozzo». Colpendo loperazione Pozzo si finisce per colpire uno dei pochi tentativi di realizzare una trasformazione urbanistica a Moncalieri senza passare per gli studi di progettazione che hanno dominato nei decenni la vita della cittadina alle porte di Torino. Significativo è lattacco alla persona di Minucci: «Ho commesso una leggerezza a cancellare il suo nome», ammette oggi Noemi Gallo. «Lho fatto - aggiunge - perché pensavo che lindicazione di quel professionista, non scelto dallamministrazione, distogliesse lattenzione dalla discussione sul merito del progetto». Perché Minucci è anche uno dei professionisti indicati dal Politecnico per lo studio preliminare alla discussione sul nuovo piano regolatore. Uno studio al quale molti, compreso il vecchio partito della betoniera, hanno messo i bastoni tra le ruote fino a farlo saltare.
PIEMONTE - Il piano per lex polveriera che scatenò la rivolta del "partito della betoniera"
Il progetto di recupero della Pozzo Gros Monti a Moncalieri, in provincia di Torino, è stato oggetto di una delibera bipartisan del 2007 che prevedeva la realizzazione di 10.000 metri quadrati di edilizia residenziale, case popolari e una casa della salute. Tuttavia, il progetto è stato modificato nel corso del tempo, escludendo la realizzazione della casa della salute e delle case popolari. Il progetto preliminare, approvato nel 2008, prevede la realizzazione di un centinaio di alloggi residenziali. Il sindaco Angelo Ferrero ha spiegato che la casa della salute verrà costruita in un'altra zona a spese di chi realizzerà l'intervento alla Pozzo.
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