La soprintendenza comunale ai beni architettonici dice no alla realizzazione di un milione di metri cubi di nuove costruzioni nel tratto dellagro romano compreso tra le vie Laurentina ed Ardeatina. Una zona di campagna piuttosto vasta (al cui interno ricadono sei ex borgate: Cecchignola, Tor Pagnotta, Castel di Leva, Falcognana, Santa Fumia e Solforata) dove la proprietà dei terreni è in prevalenza suddivisa tra tre costruttori: Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Caltagirone e Santarelli. Nella comunicazione inviata l11 maggio alla Regione Lazio e al dicastero dei Beni culturali, Federica Galloni ha infatti avviato il procedimento finalizzato a raddoppiare lestensione del vincolo esistente in quellarea: dai 2.700 ettari già tutelati a 5.400. Una proposta che, secondo indiscrezioni, avrebbe già ricevuto lavallo del ministro Bondi. E destinata però a creare non pochi problemi al Campidoglio: se il procedimento dovesse andare a buon fine, un pezzo rilevante del piano regolatore salterebbe per aria. Tantè che di «un nuovo attacco devastante che appare incomprensibile anche per chi, come noi, ha criticato quel piano allepoca della sua approvazione e lo vuole oggi gradualmente modificare», parla subito il sindaco Alemanno. Il quale si dice però sicuro che «il ministro Bondi e la Sovrintendenza sapranno attivare nei prossimi giorni un tavolo di lavoro che ci permetta di salvare le previsioni urbanistiche, attuando la piena tutela dei valori paesaggistici della nostra città». Una richiesta non nuova, per la verità. Già lanno scorso la soprintendente aveva contestato con 120 osservazioni il nuovo Prg, chiedendone la variazione. E una di queste riguardava proprio il milione di metri cubi di cemento da ricavare nella campagna a sud-ovest della capitale. Un punto sul quale la Galloni ha ora deciso di insistere. Avviando il procedimento per dichiarare «di notevole interesse pubblico» il tratto meridionale dellagro romano compreso tra la Laurentina e lArdeatina. Per il quale è stata proposta una perimetrazione più ampia che, «oltre a tutelare un ambito in sé di notevole pregio», scrive la responsabile dei beni architettonici capitolini, «consente lorganico raccordo tra il comprensorio della Riserva naturale di Decima-Trigoria e quello dellAppia Antica e contribuisce in modo sostanziale alla creazione di una rete "sistemica", attorno alla città, di aree della Campagna Romana sottoposte a tutela». Ora Regione e Comune dovranno rispondere con osservazioni e pareri (cè tempo altri due mesi), dopodiché la soprintendenza apporrà il vincolo. Al quale potrebbero seguirne altri, qualora la Galloni volesse riproporre le contestazioni al Prg presentate a suo tempo. Un vincolo che, a seconda di come sarà congegnato, comporterà o linedificabilità assoluta dellarea tutelata o, più verosimilmente, una inedificabilità relativa con prescrizioni anche severe sulle distanze tra edifici, la loro altezza e la qualità architettonica.
LAZIO - "Agro romano, no al cemento" - Alt della soprintendenza. Alemanno: "Attacco devastante al Prg"
La soprintendenza comunale ai beni architettonici ha deciso di non consentire la realizzazione di un milione di metri cubi di nuove costruzioni nel tratto dellagro romano compreso tra le vie Laurentina ed Ardeatina. La zona, che comprende sei ex borgate, è tutelata dal vincolo esistente, che verrà raddoppiato a 5.400 ettari. La soprintendente Federica Galloni ha avviato il procedimento per dichiarare di notevole interesse pubblico il tratto meridionale dellagro romano, che consentirà la tutela di un'area di notevole pregio e contribuirà alla creazione di una rete di aree della Campagna Romana sottoposte a tutela.
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