Il Piano regolatore è di nuovo a rischio. La Soprintendenza ai Beni architettonici potrebbe bloccare la realizzazione di un milione di metri cubi di nuove costruzioni nell'Agro romano. La zona compresa tra la Laurentina e l'Ardeatina (Cecchignola, Tor Pagnotta, Castel di Leva, Falcognana, S. Fumia e Solforata) acquisirebbe lo status di «notevole interesse pubblico» se il procedimento avviato dalla soprintendente Federica Galloni, con il sostegno del ministro Bondi, andasse in porto. Il Comune e la Regione hanno cinque mesi per avanzare le proprie osservazioni. Scaduto il termine il vincolo diverrà esecutivo. Ma il Piano regolatore potrebbe subire uno stop ancora più grande: la Soprintendenza potrebbe avere nel cassetto altri vincoli dal momento che già nel 2008 Galloni aveva presentato 120 osservazioni con cui chiedeva la variazione del Piano. La possibilità che intere aree di Roma possano diventare inedificabili ha fatto scattare l'allarme in Campidoglio. Il sindaco Alemanno ha giudicato semplicemente «incomprensibile questo nuovo e devastante attacco al Piano regolatore generale». Il primo cittadino tra l'altro ha ricordato che «l'attuale amministrazione non è mai stata coinvolta in alcuna procedura per la definizione dei nuovi vincoli». A fare eco ad Alemanno sono stati i costruttori romani che hanno espresso «forte preoccupazione». Il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli, ha auspicato che il Ministero «possa riconsiderare le misure adottate impedendo la paralisi di un comparto economico che è tradizionalmente l'asse portante dell'economina romana».
LAZIO - CEMENTO: la soprintendenza mette a rischio paralisi per il Prg
La Soprintendenza ai Beni architettonici potrebbe bloccare la realizzazione di nuove costruzioni nell'Agro romano. La zona compresa tra la Laurentina e l'Ardeatina potrebbe acquisire lo status di notevole interesse pubblico. Il Comune e la Regione hanno cinque mesi per avanzare le proprie osservazioni. Il Piano regolatore potrebbe subire uno stop ancora più grande, con altre aree di Roma che potrebbero diventare inedificabili. Il sindaco di Roma ha giudicato questo attacco al Piano regolatore "incomprensibile". I costruttori romani hanno espresso preoccupazione per la paralisi dell'economia.
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