Michele Biagi resta in sella e rassicura: «Con me solo edilizia di qualità» SAN VINCENZO. «Se il Pd avesse candidato Settis avrebbe perso? No, non mi ci infila nella polemica...», sorride Michele Biagi, 42 anni, sposato con una figlia di 14 anni, riconfermato sindaco di San Vincenzo con il vento in poppa. Ha preso il 60,3, sette punti in meno del 2004, ma i suoi colleghi della Val di Cornia sono andati molto peggio. La polemica degli anti-cemento hanno colpito loro, non lui. Che spiega: «La mia lista ha preso 2.800 voti e 1.500 sono andati solo al sindaco...». Come dire che gli abitanti di San Vincenzo hanno votato, più che il Pd, Biagi, il sindaco più amato degli ultimi decenni. Qualcuno addirittura in campagna elettorale lo ha ribattezzato l'Obama della Val di Cornia. Altri, più modestamente, il «sindaco senza cravatta» o il «sindaco da marciapiede». Sottolinea il pittore Giampaolo Talani: «Di sicuro è quello che sa ascoltare la gente, che non si rinchiude nelle stanze del Comune, come facevano i predecessori». Persino un vacanziere del pallone come Nedo Sonetti, piombinese ma casa a San Vincenzo, ne parla un gran bene: «Un tipo in gamba. Persona onesta». Eppure al Biagi, che tanto piace ai sanvincenzini, a torto o a ragione, è stata appiccicata negli ultimi tempi la maglietta del sindaco del cemento. L'Attila della Val di Cornia, altro che Obama. Tutto è partito da una lettera che dalle colonne del nostro giornale gli ha inviato il rettore della Normale di Pisa Salvatore Settis, cittadino di San Vincenzo dal 2005. Un vero proprio j'accuse contro l'invasione del cemento. «Mi risulta che in territorio di San Vincenzo vi siano 2.756 case "occupate" da residenti, a fronte di ben 3.296 case "non occupate", cioè seconde case. Il consumo del suolo, che in Toscana ha una media del 4 e in cui la provincia di Livorno, col suo 7.50, non si distingue per virtù, ha a San Vincenzo una punta difficilmente calcolabile, ma presumibilmente intorno al 15». Il paese dei mattoni e del cemento non si ferma, ma vuole costruire ancora, ad esempio a Rimigliano, un complesso di nuovi interventi edilizi per 12.500 mc., prosegue Settis. Citando altri casi, altre potenziali brutture, altri presunti scandali (se non altro estetici). Si fermi, sindaco, si fermi, fermate il cemento, è il grido-proposta di Settis. Ma Biagi replica: «Con me sindaco si è costruito di meno. Vorrei rassicurare Settis che io ho puntato sulle regole e su un'edilizia di qualità». Però fermarsi mai: «Io non voglio rimanere fermo. Nel rispetto della tutela dell'ambiente il mio intento è quello di dare nuove opportunità ai miei cittadini. Non mi piace la sinistra dei salotti, preferisco quella dinamica. La sinistra del fare», dice. E spiega con un esempio la sua «filosofia» politica: un operatore turistico, il pratese Claudio Cardini, ha costruito Park Albatros, un campeggio, puntando «a creare occupazione, e non rendita». Da Fulvietto Pierangiolini, figlio dell'ex chef del Gambero rosso, titolare di un agriturismo, a Guido Ielpi, del residence Lanterna, da Maurizio Berrighi, imprenditore edile impegnato nella costruzione di un complesso (case e un albergo) a Rimigliano, all'allenatore Sonetti, plaudono alla voglia di fare del sindaco: «A San Vincenzo c'è un ceto sociale molto dinamico che apprezza la disponibilità e la concretezza di Biagi. Io che non sono di sinistra posso ben dire che senza di lui, magari con personaggi come Settis, San Vincenzo potrebbe passare al centrodestra», osserva Ielpi. E Andrea Manciulli, segretario regionale del Pd, amico di Biagi, ricorda che la Val di Cornia ha saputo riconvertirsi dalla siderurgia al turismo. La sinistra ha gestito la riconversione e oggi commercianti, operatori turistici e piccoli artiani ne rappresentano il blocco sociale su cui fonda il consenso politico. Se poi il sindaco è uno che ama i marciapiedi, le piazza, il rapporto con la gente, si capisce il successo di Biagi. A dispetto del partito dell'anti-cemento...