LE CONTROMISURE Sempre più minacciata e preoccupata dai ladri, la Chiesa grossetana corre ai ripari coi sistemi di sorveglianza. Il cambiamento in atto è evidente: i parroci maremmani stanno diventando sempre più tecnologici, e puntano su telecamere sistemi d'allarmi. La Cattedrale di Grosseto ha scelto di convertirsi alla tecnologia. «In questi giorni - dice Olivia Bruschettini, curatrice dei beni culturali per conto della Diocesi - sono in corso i sopralluoghi per decidere come metterla in sicurezza». A confermare è monsignor Franco Cencioni, preposto del capitolo della Cattedrale, che sta lavorando al progetto. Finora la cattedrale era protetta da un allarme e da telecamere. Ma non bastano più. Il sistema puntava a proteggere la Madonna delle grazie, ma è evidente che d'ora in poi servono allarmi più nuovi. In poche parole - dice don Franco - «stiamo lavorando all'ammodernamento del sistema. Abbiamo chiesto un preventivo e arriverà venerdì. I fondi sono in parte dalla Cei, in parte nostri». L'ultimo furto in cattedrale risale a una decina d'anni fa. Ma tutt'intorno è un crescendo di furti e furtarelli che ha fatto drizzare le antenne a tutti. «I parroci con cui sono in contatto - dice la Bruschettini - lamentano episodi continui. Si ripetono tutte le settimane, specie nelle chiese di campagna o di paese, che sono le più isolate». Non sempre i parroci denunciano i furti. «A volte si tratta di pochi spiccioli, 8 euro di qua e 20 di là, ma che a lungo andare hanno il loro valore». «A settembre faremo sopralluoghi nelle varie chiese per verificare in quale stato sono quegli allarmi: se funzionano o sono da adeguare, e soprattutto se mancano del tutto, così da comprarne di nuovi». Elisabetta Giorgi