Fini e Bondi promettono ma a entrare in azione sono i sub della Finanza Doveva intervenire il presidente della Camera Gianfranco Fini. E invece, dopo qualche settimana di attesa in cui non è successo niente, alla fine ci hanno pensato i sub. Gli stessi che, anni fa, posarono il Cristo in fondo al mare. Così ieri il Cristo degli Abissi, mutilato da qualche vandalo delle due braccia, è stato "ripescato" dalla grotta a 25 metri di profondità di fronte all'Isola del Giglio. È stato riportato in superficie usando palloni pieni gonfiati con l'aria delle bombole, quindi è stato caricato su un furgone e portato a Carrara dove esperti artigiani ricostruiranno le braccia. Protagonisti del recupero, non parlamentari o nomi noti della politica nazionale, ma i sommozzatori del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno che, appena sparsa la voce della mutilazione si erano precipitati al Giglio, in accordo con l'amministrazione comunale, per cercare di valutare i danni ed i costi dei rimedi. E ieri, prima dei vari Fini, Bondi e altri deputati che avevano promesso interventi celeri, sono tornati alle Scole per l'operazione di recupero, supportati dai colleghi di Porto Santo Stefano, dalla Guardia Costiera, dai subacquei del Giglio dell'International Diving e da quelli dell'Associazione Nazionale Professionisti Subacquei di Roma. La stessa che una decina di anni fa, si occupò di far costruire la statua che richiama quella di San Fruttuoso in Liguria (anche se più piccola e di marmo anziché di bronzo) e che oggi si sta impegnando per il restauro. Già, ma quanto ci vorrà perchè il Cristo torni al suo posto? «non siamo in grado di sbilanciarci né sui tempi, né sui costi - afferma Mattioli della Guardia di Finanza di Porto S. Stefano - perché tutto dipenderà da quel che rileveranno gli esperti carraresi». Ad ogni modo, ciò che più conta è che il Cristo tornerà a benedire i sub nella nicchia dove venne collocato, con una bella cerimonia, nella primavera del 2001 quando, assieme ai sommozzatori di Roma, si immerse l'allora vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini, giunto in barca insieme al ministro dell'ambiente Matteoli ed a quello delle politiche agricole, Gianni Alemanno. Che si cancelli, insomma, un atto, che fa arrossire di vergogna anche chi l'ha subito. E che ora sta cercando di ricostruirne la dinamica. «Sicuramente qualcuno ha tagliato le braccia con qualche oggetto. Prima però, la statua è stata spinta sul fondale, colpita lateralmente. E' stata infatti rinvenuta nella sua nicchia adagiata su un fianco». Fra poco, i sub, potranno tornare a visitarla, 25 metri sotto il mare. Paola Tana «Presto tornerà nella grotta» Il Cristo recuperato dai sub: ora il restauro, poi di nuovo in mare ISOLA DEL GIGLIO.Il Cristo degli Abissi del Giglio ha iniziato il suo lungo e delicato ritorno allo stato originario. Allo splendore di prima dell'azione sacrilega di qualcuno che ha avuto il coraggio di tagliargli le braccia protese verso il cielo per benedire i sub. Ieri mattina, mani diverse, questa volta pietose e mosse da una infinita delicatezza, lo hanno preso e riportato in superficie. Il Cristo riprenderà la strada per Carrara e finirà nelle mani degli esperti che ricostruiranno le braccia. Protagonisti del recupero, non parlamentari o nomi noti della politica nazionale, ma i sommozzatori del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno che, appena sparsa la voce della mutilazione si erano precipitati al Giglio, in accordo con l'amministrazione comunale, per cercare di valutare i danni ed i costi dei rimedi. E ieri, prima dei vari Fini, Bondi e altri deputati che avevano promesso interventi celeri, sono tornati alle Scole per l'operazione di recupero, supportati dai colleghi di Porto S. Stefano, dalla Guardia Costiera, dai subacquei del Giglio dell'International Diving e da quelli dell'Associazione Nazionale Professionisti Subacquei di Roma. La stessa che una decina di anni fa, si occupò di far costruire la statua che richiama quella di San Fruttuoso in Liguria (anche se più piccola e di marmo anziché di bronzo) e che oggi si sta impegnando per il restauro. Già, ma quanto ci vorrà? «non siamo in grado di sbilanciarci né sui tempi, né sui costi - afferma Mattioli della Guardia di Finanza di Porto S. Stefano - perché tutto dipenderà da quel che rileveranno gli esperti carraresi». Ad ogni modo, ciò che più conta è che il Cristo torrnerà a benedire i sub nella nicchia dove venne collocato, con una bella cerimonia, nella primavera del 2001 quando, assieme ai sommozzatori di Roma, si immerse l'allora vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini, giunto in barca insieme al ministro dell'ambiente Matteoli ed a quello delle politiche agricole, Gianni Alemanno. Che si cancelli, insomma, un atto, che fa arrossire di vergogna anche chi l'ha subito. E che ora sta cercando di ricostruirne la dinamica. «Sicuramente qualcuno ha tagliato le braccia con qualche oggetto. Prima però, la statua è stata spinta sul fondale, colpita lateralmente. E' stata infatti rinvenuta nella sua nicchia adagiata su un fianco». Una violenza che fa venire i brividi anche perché sfogata su un simbolo cristiano davanti al quale hanno sostato coloro che sott'acqua scendono per lavoro o per diletto e che sempre sentono il bisogno di una protezione nei confronti del mare amico che può tradire da un momento altro. E che, tra qualche tempo, torneranno a farlo con l'emozione di sempre.
ISOLA DEL GIGLIO. Ripescato il Cristo senza braccia. Doveva pensarci il ministro Bondi.
Il Cristo degli Abissi, una statua di marmo, è stata recuperata dai sub della Guardia di Finanza di Livorno dopo essere stata mutilata. La statua, che era stata collocata in una grotta sottomarina sull'Isola del Giglio, era stata danneggiata da qualcuno che aveva tagliato le sue braccia. I sub hanno utilizzato palloni pieni di aria per riportare la statua in superficie, e poi l'hanno caricata su un furgone per portarla a Carrara, dove esperti artigiani la ricostruiranno. La statua era stata collocata nella grotta nel 2001, e aveva subito un atto di vandalismo.
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