Sì ad appartamenti di 60 metri quadrati come ampliamento di case esistenti Si potranno costruire appartamenti gratis di 60 metri quadrati, come ampliamento di abitazioni esistenti. E soprattutto questi nuovi alloggi potranno essere venduti separatamente dall'abitazione principale di cui rappresentano l'ingrandimento. Così stabilisce a maggioranza (di centrodestra) il consiglio comunale, in sede di approvazione definitiva della variante al regolamento urbanistico. Il centrosinistra fa le barricate contro questo provvedimento che dovrebbe diventare efficace a tutti gli effetti nel giro di pochi giorni: quando il consiglio comunale avrà approvato la variante stralcio al regolamento urbanistico nella sua globalità. Il principio, però, è stabilito, nonostante le proteste dell'opposizione: un conto - sostiene la sinistra - è che il Comune decida di regalare fino a 180 metri cubi (un vero e proprio bonus) a chi vuole ampliare la casa «per costruire due stanze (e magari anche una cucina) per il figlio che si sposa; un altro è trovare espedienti per consentire la realizzazione di appartamenti che si possono considerare unità immobiliari autonome rispetto all'abitazione principale di cui dovrebbero rappresentare solo un ampliamento». Anche in passato, il regolamento urbanistico consentiva ingrandimenti dell'abitazione principale sfruttando (anche in più tranche) il bonus di volume, ma d'ora in avanti le nuove unità immobiliari potranno finire sul mercato senza "gravare" sui limiti di edificabilità imposti dal Comune per ogni zona del proprio territorio. Ecco la procedura da seguire per far entrare in vigore le nuove norme anche sui bonus. Ecco la procedura da seguire per far entrare in vigore le nuove norme anche sui bonus. Il consiglio comunale, probabilmente già nella prossima seduta, finirà l'esame degli articoli rimasti della variante stralcio. Dopo averli votati uno ad uno, dovrà votare l'atto nel suo complesso. A quel punto, il regolamento urbanistico (già emendato con la variante stralcio adottata nel gennaio dell'anno scorso) sarà modificato in via definitiva. Nel frattempo, prosegue anche il lavoro dei consulenti del Comune per la revisione completa di tutto il regolamento urbanistico, visto che i vincoli che aveva imposto sono scaduti da un paio di mesi. Inoltre resta da risolvere il problema delle aree (le Utoe) nelle quali si è costruito troppo in base alle previsioni vigenti del regolamento urbanistico. Niente accordo su serre e fabbricati agricoli - La discussione tornerà in commissione «Passaggio necessario perché i tecnici hanno cambiato il testo» LUCCA. Un'approvazione sofferta, quella della variante urbanistica: con il prossimo consiglio comunale saranno tre le sedute necessarie per approvare la variante stralcio al regolamento urbanistico adottata nel gennaio 2008. Sembrano esserci ancora dubbi, anche all'interno della maggioranza soprattutto per gli interventi in aree agricole: sono state, infatti, rimandate, per un ulteriore passaggio in commissione urbanistica, le nuove regole per il rifacimento di edifici a destinazione produttiva in zone agricole (tra cui le serre) e la norma transitoria per definire a quale regime si devono adeguare i permessi in sospesi fra l'adozione e l'approvazione definitiva della variante. La richiesta di rinvio della discussione di entrambe le norme è partita dalla maggioranza, in particolare dal consigliere Marco Baccelli (Fi-Pdl). Sulla norma per gli interventi in zone agricole Baccelli ha chiesto un ulteriore chiarimento «perché il testo arrivato in consiglio comunale è diverso da quello licenziato dalla commissione urbanistica. Gli uffici tecnici hanno apportato modifiche che noi non abbiamo valutato: è più corretto che le modifiche avvengano in consiglio tramite emendamenti o in commissione». Secondo il presidente della commissione urbanistica Marco Modena, però «gli uffici tecnici danno sempre un parere tecnico ai provvedimenti delle commissioni. In questo caso la commissione urbanistica aveva addirittura licenziato un testo uguale a quello proposto dalla giunta. La modifica effettuata dagli uffici non cambia i principi del provvedimento: gli uffici hanno effettuato cambiamenti perché si sono accorti che la dicitura dell'atto presentava errori tecnici e non era applicabile». Per quanto riguarda la norma transitoria, che serve a tutelare quei progetti approvati prima dell'adozione della variante, la decisione di tornare in commissione è stata presa per chiarire la situazione delle varianti in corso d'opera. Celestino Marchini (Pd) ha presentato un emendamento, apprezzato da Marco Baccelli: così il consiglio ha deciso di riesaminare la norma in commissione urbanistica. Anche se, secondo Marco Modena «gli uffici avevano già accolto parzialmente l'osservazione di Marchini». G.O. REGOLAMENTO DELLE CORTI - osservazioni da riapprovare LUCCA. Tornerà in consiglio comunale anche il regolamento per il recupero delle corti storiche. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo allertata da un possibile ricorso che un cittadino ha annunciato di voler presentare e che, secondo l'amministrazione comunale, potrebbe anche essere fondato. In sostanza, è stato osservato che alcune osservazioni al regolamento sono state approvate dal consiglio comunale in difformità alle controdeduzioni dei tecnici, senza verbalizzare alcuna motivazione. Per evitare che il ricorso possa essere accolto, e che quindi il regolamento delle corti rurali possa essere annullato, il 25 giugno, al prossimo consiglio comunale, dopo la discussione degli ultimi articoli della variante stralcio al regolamento urbanistico, in via di autotutela l'amministrazione comunale provvederà ad approvare con una nuova procedura le osservazioni contestate. In sostanza, il consiglio comunale dovrà motivare perché ha preso decisioni diverse da quelle suggerite dall'ufficio urbanistica in sede di controdeduzioni alle osservazioni al regolamento delle corti.