«Oggi è una buona giornata». Antonia Ida Fontana, direttrice della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, è soddisfatta. Dopo la trasferta a Roma del fine settimana ha avuto la conferma tanto attesa. Dal ministero sono arrivati i fondi per assumere personale a tempo determinato per un'anno e scongiurare le chiusure pomeridiane e la riduzione dei servizi dal primo luglio. Detto, fatto, Fontana ha dato via libera al bando da 200.000 euro con l'obiettivo di arrivare alla data del primo luglio con personale sufficiente per non chiudere al venerdì pomeriggio. «Oggi è una buona giornata spiega la direttrice della Nazionale perché posso confermarle che sono arrivati i fondi che ci permetteranno di non diminuire i servizi per dodici mesi. Sono 200.000 euro dati dalla direzione dei servizi librari del ministero della cultura e che dimostrano l'attenzione del ministero per la nostra istituzione ». Nei giorni scorsi gli uffici della biblioteca hanno preparato il bando per la cooperativa che dovrà assicurare il personale per i servizi agli utenti, evitando di dover ricorrere al turno unico come previsto dall'accordo con i sindacati per affrontare l'emergenza derivata dalla carenza di addetti. E Fontana conta in risposte rapide: «Proprio perché la conferma dei fondi era attesa, appena è arrivata ho pubblicato il bando e già oggi sono arrivate alcune manifestazioni d'interesse. Spero di poter fare le assunzioni in modo che dal primo luglio non debbano scattare le riduzioni, ma in ogni caso il bando coprirà dodici mesi. E visto che ad agosto per quindici giorni siamo chiusi, tranne che per il prestito, e poi aperti solo la mattina, il personale aggiuntivo ad agosto non lavorerà e potremo arrivare fino al settembre 2010». Assieme ai fondi per Firenze, il ministero ha stanziato quelli per Roma (150.000 euro), e la direttrice della Nazionale smentisce che ci sia un disegno di accorpamento delle due istituzioni. «È una voce semplicemente assurda, non so da dove nasca dice Fontana È vero il contrario, abbiamo appena avuto l'autonomia, come del resto Roma, e gestiremo il bando noi. Le due istituzioni inoltre sono complementari, non si sovrappongono... Non esiste davvero una tale ipotesi». Per una volta più soldi a Firenze che alla capitale: perché? «Noi ne avevamo più bisogno di Roma, siamo gravemente insufficienti come organico e non per cattiva volontà di qualcuno, ma perché i concorsi si fanno poco e perché la maggioranza di chi li vince è del centro- sud e poi chiede l'avvicinamento a casa. È un fatto sociologico, non politico sottolinea Ida Fontana Ma quest'anno coperto dal finanziamento ad hoc ci permetterà di attendere più serenamente l'esito del concorso per bibliotecari che ci porterà nuovi giovani». Nel frattempo la Nazionale ha presentato alcuni progetti, con relative richieste di finanziamento, alla Fondazione Monte dei Paschi, all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e guarda anche al servizio civile: ogni risorsa, finanziaria e umana, servirà anche per recuperare il ritardo nella catalogazione di libri e opere che crea disagi e inconvenienti agli utenti.