Nessuna museificazione del centro storico ma un centro storico pieno di musei e di vita. E in autunno dovranno partire i cantieri, la concretezza». Il governatore Antonio Bassolino presenta così il programma integrato urbano per il centro storico dal valore di 240 milioni di euro già stanziati, cash. Alla fine del programma si arriverà a superare - tuttavia - i 500 milioni perché ci sono integrazioni già individuate. Con Bassolino il sindaco Rosa Russo lervolino, gli assessori competenti Nicola Oddati e Pasquale Belfiore, Pio Baldi per la direzione regionale del ministero per i Beni e le attività culturali e monsignor Adolfo Russo per l'Arcidiocesi, i soggetti attuatori del programma. «Non ci sarà una bruxellizzazzione - spiega la lervolino - nessuna demolizione per poi ricostruire ottenendo alla fine un risultato anoni mo. Noi non abbatteremo nulla. Ci sarà la valorizzazione del patrimonio millenario della città, 2700 anni portati molto bene». In realtà gli abbattimenti ci saranno e riguarderanno l'edilizia-spazzatura del dopoguerra, come l'edificio di Piazza Cavour. I cantieri sorgeranno su 700 dei 981 ettari della parte antica di Napoli, riguardano 180 per cento dell'area che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità. Il progetto è quello di presentarsi all'appuntamento del Forum delle culture del 2013 con una città moderna e rinnovata: a ovest la nuova Bagnoli e poi il centro storico restituito a nuova vita. Le aree «bersaglio» sono: Piazza Mercato, Quartieri spagnoli, Antica Neapolis-Sanità Portosalvo e l'area angioina, ma anche quella dei teatri, le mura nordorientali e i Decumani. «Napoli - racconta il governatore - ha tante identità: convivono nello stesso palazzo il borghese e l'operaio, il precario, l'immigrato. Dobbiamo valorizzare questa identità plurale e siamo in tempo ad evitare che succeda quello che è accaduto a Roma, Venezia e Firenze, l'espulsione dei ceti più deboli. Questo è il punto politico». Un progetto «napoletano, in quanto specificità napoletane ci sono, ce lo dice la lunga storia del centro antico». Gli investimenti sono mirati sulla cultura (restauro delle chiese e degli edifici ad uso culturale di proprietà pubblica) per 68,7 milioni. E sull'accoglienza, da non intendersi solo come infrastrutture ma quali investimenti in beni immateriali: la rivitalizzazione dell'area agendo sul commercio, l'artiginato, la riqualificazione urbana per 171 milioni. Ma prima - per questo i cantieri saranno aperti in autunno - si punterà al coinvolgimento dei napoletani, degli industriali, di tutti i ceti sociali. «L'urbs fisica è molto ben costruita, il centro storico di Napoli è molto forte: ha ventisette secoli di storia portati bene. È la civitas che va rigenerata» raccontano all'unisono Bel- fiore e il monsignore. Un ponte, una cerniera che comincerà a essere costruito già da oggi con la campagna d'ascolto: «Non cominciamo oggi con il recupero del centro storico - conclude Oddati - Già sono stati investiti 450 milioni. Si va verso una grande zona a traffico limitato».
NAPOLI - Centro storico, ultimo treno per il futuro
Il governatore Antonio Bassolino presenta un programma integrato urbano per il centro storico di Napoli, con un budget di 240 milioni di euro. Il programma include la valorizzazione del patrimonio millenario della città, la creazione di aree a traffico limitato e la riqualificazione urbana. Gli investimenti sono mirati sulla cultura e sull'accoglienza, con 68,7 milioni di euro per il restauro delle chiese e degli edifici ad uso culturale, e 171 milioni di euro per la rivitalizzazione dell'area. Il programma prevede anche la costruzione di un ponte e la creazione di una cerniera tra il centro storico e il resto della città.
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