Il progetto è ambizioso, vuol restituire un volto nuovo e migliore al capoluogo in vista del Forum universale delle Culture del 2013 e interessa in particolare i 981 ettari del suo centro storico, dalle fortezze sulla linea di costa a Porta Nolana, ai Quartieri Spagnoli e Capodimonte. Così gli investimenti previsti dal Programma integrato urbano o Piu-Europa per Napoli, altrimenti detto Grande Programma per il Centro Storico, presentato ieri al Pan dal governatore Bassolino e la sindaca lervolino con gli assessori Oddati (al Forum delle Culture), Belfiore (Decumani), Baldi (direttore campano dei Beni culturali) e monsignor Russo (Curia): attinge alla misura 6.2 del Por 2007-2013 il programma di opere che investe 240 milioni sul patrimonio edilizio, architettonico e culturale della città, infrastrutture, spazi pubblici e ambiente napoletani, integrandosi con altri piani di investimento regionali ai quali il governatore Bassolino sta lavorando alacremente. Quindi la cifra investita in appalti raggiungerebbe i 510 milioni col Programma operativo regionale turismo e beni culturali per la riqualificazione della fascia costiera dal corso Garibaldi a piazza della Repubblica ed ulteriori protocolli aggiuntivi per un investimento complessivo di 140 milioni per il miglioramento della mobilità (Ztl, parcheggi) o aiuti alle imprese in particolare della zona Mercato e ai Quartieri Spagnoli (Progetto Bassi). Intanto il Piu -Europa impegna oltre 68 milioni sul restauro di chiese e complessi conventuali e sulla rifunzionalizzazione ad uso culturale di edifici pubblici (40 milioni), compresa, ad esempio, la sistemazione definitiva dell'ex Ospedale militare ai Quartieri Spagnoli; ed altri 171 milioni sulla «accoglienza», investendoli ancora su edifici religiosi ma destinati a diventare residenze studentesche e alberghiere, o sull'arredo e la riqualificazione di spazi urbani, su scavi archeologici (come l'Anticaglia), sulla sicurezza urbana (illuminazione) e la riqualificazione delle aree mercatali storiche. «Per il 2013 dice Oddati vogliamo riqualificare le zone che ospiteranno il forum universale e presentare un centro storico migliore per l'accoglienza turistica e la rinnovata vivibilità. Le aree dove si interverrà subito sono la Napoli angioina, Portosalvo e piazza Mercato, le mura nord-orientali, la Sanità, i Decumani destinati a diventare cittadella degli studenti e i Quartieri Spagnoli, recuperando edifici, infrastrutture, sicurezza e igiene». Belfiore invece conferma l'attenzione sul Real Albergo dei Poveri, annuncia anche il recupero definitivo dell'Ospedale della Pace ma soprattutto conferma la vocazione universitaria del centro antico, indicando, col collega Oddati, futuri studentati in via Sedile di Porto al Cernglio o al convitto Santa Maria della Fede e persino presso il complesso del chiostro di Santa Chiara. E l'esponente della Curia a contare iso.000 studenti superiori a Napoli Ì I (il 10-15 per cento della popolazione) e ad offrire massima disponibilità. Mentre lervolino avverte: non vi sarà alcuno smembramento, nessun abbattimento, tutti gli interventi saranno calibrati conservando le caratteristiche peculiari della città antica premiata dall'Unesco nel 95 col titolo di patrimonio mondiale. Presto arriverà anche il «Piano di Gestione» richiesto con insistenza dal World eritage Centre per la zona riconosciuta dall'Unesco, dicono gli amministratori per i comitati che intanto protestano con un volantinaggio all'esterno del Palazzo delle Arti, su via dei Mille. Ed anche questo documento di programmazione, come il Piu Europa, sarà discusso con comitati, municipalità e imprese prima di renderlo definitivo. Il governatore Bassolino parla di «molo fondamentale» della diocesi nell'accordo per il capoluogo. Avverte che lo stesso strumento del Piu sarà usato per riqualificare gli altri grandi centri urbani attorno a Napoli (Portici, Castellammare, Pozzuoli, Giugliano). Quindi illustra gli ulteriori interventi regionali «integrati» per la fascia costiera napoletana e la trasformazione dei bassi spagnoli in botteghe. Nel cronoprogramma del Piu-Europa le opere pubbliche dovrebbero appaltarsi già a luglio 2009, i primi cantieri dovrebbero aprire a Natale. L'Unesco, dopo la visita ispettiva a Napoli del dicembre scorso, ha sollecitato gli amministratori locali non soltanto a provvedere alla stesura del «Piano di Gestione» (linee guida) richiesto obbligatoriamente per l'area resa patrimonio dell'umanità, ma ha pure rilevato con allarme l'insussistenza della «manutenzione ordinaria» dei palazzi non monumentali e delle strade del centro storico. Risponde Oddati: «Abbiamo il programma di investimenti Sirena per i palazzi privati e nell'arredo urbano investiamo 25 milioni, ad esempio a Porta Nolana o sul mercato di Sant'Antonio Abate, Spero che strade rifatte e meglio illuminate invoglino i napoletani anche a conservarle come gli saranno consegnate». La manutenzione resta invece «necessaria» per Belfiore, che ammette: «Non è facile, coinvolge infatti ben cinque assessorati».