Resta la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, ma quella storico-artistica va comunque a Napoli. Il decreto del ministro Sandro Bondi non fa sconti a Salerno. Rivede la bozza varata il i8 maggio scorso, che prevedeva il trasferimento di due uffici a Napoli (beni paesaggistici e artistici), ma non accontenta i sindacati che da tempo sono sul piede di guerra. E i toni usati questa volta sono davvero pesanti. «Un ministro non pu fare promesse solo perché è in campagna elettorale e poi non le mantiene - attacca Antonio Braca della Cgil - ora che il centro- destra ha vinto le elezioni provinciali con Edmondo Cirielli, il nuovo presidente della Provincia e il ministro Mara Carfagna dicessero realmente cosa vogliono e cosa pensano di quanto sta accadendo», Contro il decreto ministeriale si alza lo scudo di tutte e tre le sigle sindacali. Anche Cisl e Uil sostengono la protesta cominciata quasi un mese fa dalla Cgil. Proponendo la riunificazione delle due Soprintendenze (quella ai beni storico-artistici e architettonici) in un incontro che si terrà venerdì prossimo a Roma. Le maestranze salernitane hanno già contattato i referenti nazionali che a fine settimana incontreranno il ministro Bondi. Che solo un mese fa aveva smentito i tagli a Salerno affidando ad un'agenzia di stampa le dichiarazioni con cui chiariva che «non ci sarà nessun smantellamento della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e di quella per i beni storici, artistici e etnoantropologici delle province di Salerno e Avellino. Pertanto, qualsiasi notizia in proposito è priva di fondamento e frutto delle polemiche politiche legate alla campagna elettorale in corso». Intanto, il nuovo decreto ministeriale, varato qualche giorno dopo gli esiti delle elezioni europee e provinciali, riattribuisce a Salerno la Soprintendenza ai beni archittonici e paesaggistici (quella ai beni archeologici non era stata toccata neanche dalla bozza), ma trasferisce a Napoli quella storico-artistica. «L'li giugno scorso - continua Braca - abbiamo bandito il trasferimento di otto unità dalla Soprintendenza archeologica a quella storico su domanda volontaria. Chi vuoi che ora presenterà la domanda? Nascerà così una nuova Soprintendenza già senza gambe». Perché i problemi strutturali di Napoli non sono sconosciuti ai funzionari salernitani. «A Palazzo Reale ci sono solo due stanzette senza neanche il telefono - aggiunge il sindacalista - e il personale a propria disposizione è di quattro funzionari storici dell'arte e nessun amministrativo, tanto che i colleghi si devono spostare da Salerno per fare da supporto al soprintendente. Salerno ha invece strutture e organico, anche se faticosamente acquisito e l'azione di tutela è stata sempre portata avanti tra mille latitanze dei vertici e mille difficoltà. Ma passare dalla padella al- la brace è molto dura da digerire». Un mese fa, all'indomani dell'emanazione della bozza, anche il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca si era schierato al fianco dei funzionari salernitani, inviando una lettera al ministro Bondi e al sottosegretario Letta. Il primo cittadino aveva espresso il proprio dissenso sul trasferimento (allora) delle due Soprintendenze chiedendo un incontro immediato per risolvere il problema. Poi, il dietrofront ufficiale di Bondi, che, per , col decreto emanato, ha ritrattato.