FIRENZE I siti d'arte della Toscana, a partire dai poli musèali, sono al vertice italiano per capacità di generare rigavi commerciali (merchandising e ristorazione). Uno studio realizzato da PricewaterhouseCoopers per il ministero deiBeni culturali e per Confcultura e Federturismo fotografa lo sfruttamento dei beni artistici in Italia rispetto al resto del mondo. Come modello è stato utilizzato il raffronto tra i siti Unesco e i ricavi generati dagli stessi: l'Italia da questo punto di vista viene sorpassata da Francia e Stati Uniti, ma all'interno del nostro paese la Toscana si trova ampiamente sopra i valori medi nazionali. Prendendo come base il dato italiano, la Toscana riesce a produrre un fatturato tre volte superiore nello sfruttamento dei siti artistici (merchandising ed altre forme di commercio). La Francia, che rappresenta un po' il benchmark per l'area europea continentale, vede questa capacità di produrre reddito salire a quattro volte rispetto alla media italiana. In vetta gli Stati Uniti (hanno un ritorno dallo sfruttamento dei siti artistici che è 16 volte quello italiano). «La Toscana - spiega Giacomo Neri di PricewaterhouseCoopers - ha il traino degli Uffizi e della Galleria dell'Accademia, come siti tra i più visitati al mondo. La capacità di generare ricavi commerciali è buona ma è ancora lontana, ad esempio, dalla media francese». Secondo Pwc due sono le ricette per far progredire ancora di più questo indicatore: migliorare ulteriormente la possibilità di accesso e fruizione artistica e culturale, anche in termini di fisicità degli accessi. Migliorare ulteriormente il "conversion rate" (ovvero la quota parte di visitatori del museo e siti che acquistano servizi aggiuntivi). Il dato toscano è del 23 (cioè quasi un quarto dei visitatori fa acquisti aggiuntivi) contro una media del ioi" in Italia. Secondo Pwc, a livello internazionale i modelli da seguire sfiorano il 6o (come il Metropolitan Museum).