DOPO trent'anni di abbandono, lavori e attesa palazzo Oddo torna a vivere. Il prestigioso stabile seicentesco di via Roma tornerà ad essere uno dei centri culturali albenganesi. Anzi, probabilmente sarà 'il' vero centro della cultura e della storia cittadina con biblioteche, museo, mostre e centri studi, oltre all'attiguo auditorium. Proprio ieri mattina l'amministrazione comunale ha inviato alle autorità gli inviti per la cerimonia di inaugurazione fissata per venerdì 26, mentre l'apertura al pubblico è prevista per la giornata successiva. Il taglio del nastro metterà fine alla vicenda dell'abbandono e del restauro, culminata quattro anni fa quando, smontate le impalcature, gli abitanti dei carruggi hanno finalmente potuto vedere il sole dalle finestre, mentre tutti gli albenganesi si sono visti restituire almeno a livello di immagine esteriore l'antico splendore della collegiata. Poi qualche annuncio un po' avventato di riapertura e tante difficoltà fino a oggi. Da qualche settimana i libri della biblioteca sono tornati nella sede originaria, dove nel 1934 il podestà Luigi Costa e lo storico e archeologo Nino Lamboglia inaugurarono il primo centro culturale pubblico della città, mentre ieri sono arrivati quelli della collezione di don Balletto. Il trasferimento del celebre e unico piatto blu e dei vetri della mostra permanente sulle magiche trasparenze dell'antica Albingaunum avverrà nella massima segretezza nelle ore precedenti l'inaugurazione. «Palazzo Oddo scoprirà le radici del nostro territorio - commenta il sindaco Antonello Tabbò - Per i cittadini si sta per realizzare un sogno e poter esporre un reperto unico al mondo di inestimabile bellezza come il piatto blu è motivo di orgoglio e straordinaria occasione di sviluppo culturale e turistico per tutta la città». L. R.