Pompei. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, coordinati dal capitano Luca Toti, su disposizione della procura oplontina hanno notificato nove avvisi di conclusione indagine al sindaco Claudio D'Alessio, agli ex assessori Santo Alfano, Gerardo Conforti, Antonio Ebreo, Giovanni Fusco, Carmine Lo Sapio e Alberto Robetti, al dirigente dell'ufficio tecnico Andrea Nunziata e al titolare di un chiosco, Raffaele Matrone cognato dell'assessore Lo Sapio. L'accusa per gli amministratori e il tecnico comunale è di abuso d'ufficio. I fatti riguardano il cambiamento di sede di un chiosco situato all'interno dell'area comunale conosciuta come «Fonte Salutare». La struttura commerciale è stata rimossa per essere collocata di fronte all'ubicazione che occupa da circa un trentennio, seguendo un progetto di ristrutturazione approvato in conferenza dei servizi. Gli amministratori, secondo quanto recita l'accusa, avrebbero autorizzato lo spostamento senza attendere l'ok della soprintendenza ai Beni ambientali. «Siamo sereni sull'operato della magistratura - ha sottolineato il sindaco Claudio D'Alessio - così come siamo sereni sull'attività amministrativa svolta sempre nel rispetto della legge. L'iniziativa andava nella direzione di migliorare e riqualificare l'aspetto della città, realizzando un nuovo chiosco più consono all'architettura del parco». su.ma.
CAMPANIA - abuso d'ufficio per trasferimento chiosco senza autorizzazione
Pompei. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, coordinati dal capitano Luca Toti, su disposizione della procura oplontina hanno notificato nove avvisi di conclusione indagine al sindaco Claudio D'Alessio, agli ex assessori Santo Alfano, Gerardo Conforti, Antonio Ebreo, Giovanni Fusco, Carmine Lo Sapio e Alberto Robetti, al dirigente dell'ufficio tecnico Andrea Nunziata e al titolare di un chiosco, Raffaele Matrone cognato dell'assessore Lo Sapio. L'accusa per gli amministratori e il tecnico comunale è di abuso d'ufficio. I fatti riguardano il cambiamento di sede di un chiosco situato all'interno dell'area comunale conosciuta come Fonte Salutare. La struttura commerciale è stata rimossa per essere collocata di fronte all'ubicazione che occupa da circa un trentennio, seguendo un progetto di ristrutturazione approvato in conferenza dei servizi. Gli amministratori, secondo quanto recita l'accusa, avrebbero autorizzato lo spostamento senza attendere l'ok della soprintendenza ai Beni ambientali. Siamo sereni sull'operato della magistratura - ha sottolineato il sindaco Claudio D'Alessio - così come siamo sereni sull'attività amministrativa svolta sempre nel rispetto della legge. L'iniziativa andava nella direzione di migliorare e riqualificare l'aspetto della città, realizzando un nuovo chiosco più consono all'architettura del parco. su.ma.
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