Piano di restauro da 240 milioni dal perimetro di Neapolis ai Quartieri Presto la firma dellaccordo di programma che esclude il voto in consiglio comunale Tre gli ambiti del progetto: arte e cultura, turismo, artigianato e recupero bassi Accordo tra ministero, Regione, Comune e Curia. Verrà demolita ledilizia del dopoguerra senza valore ecco laccordo di programma tra ministero dei Beni culturali, Regione, Comune e Curia per risanare il centro storico con 240 milioni di fondi europei. Il progetto integrato "Più Europa" prevede la demolizione delledilizia "spazzatura" post bellica e lapertura dei cantieri in autunno. «Firmeremo laccordo di programma e apriremo i cantieri in autunno». Antonio Bassolino sceglie il centro storico, il piano da 240 milioni di euro, per lanciare una sfida formato anni Novanta. Al suo fianco, nella sala convegni del Museo Pan, Rosa Russo Iervolino non è da meno: «Non sarà demolito nulla di antico. Un grande piano di restauri». Un progetto integrato urbano per il centro storico ambizioso già nel titolo: "Più Europa". Con tre ambiti definiti: la Cittadella degli studi, delle arti e della cultura nel perimetro di Neapolis; la Città dellaccoglienza e del turismo con il waterfront dallarea portuale fino a Castel dellOvo-Monte Echia; la Cittadella dellartigianato con il recupero dei bassi nei Quartieri Spagnoli. Si parte da 240 milioni di fondi europei già disponibili ai quali si calcola di aggiungerne a progetto avviato altri 80 del piano "Baia di Napoli" firmato dalla Regione e ulteriori 134 di un "Protocollo aggiuntivo" mirato su formazione, aiuti alle imprese, energia e fonti rinnovabili, ambiente, innovazione tecnologica. Un accordo di programma che sarà firmato da quattro soggetti. Oltre a Regione e Comune ci sono il ministero per i Beni culturali e la Curia. A rappresentarla è Adolfo Russo, rettore della facoltà teologica di Capodimonte e delegato del cardinale per il centro storico. I cantieri, su 700 ettari della parte antica di Napoli, saranno aperti in autunno con lobiettivo della riqualificazione del centro storico da completare in tempo utile per il Forum delle Culture 2013. Interventi, compatibili con il nuovo piano regolatore, che riguarderanno lottanta per cento dellarea tutelata dallUnesco. Questi i più significativi: quaranta milioni per gli edifici pubblici e ventidue per quelli privati, quindici milioni per le chiese, cinque milioni e mezzo per le scuole, quattro per il recupero dei bassi. Entrando nel dettaglio, venti milioni sono riservati alla Città dei giovani nellAlbergo dei poveri di piazza Carlo III, tre milioni e mezzo allinsula di Porta Capuana, un milione e mezzo allarea del museo Madre a Donnaregina, un milione per Pinacoteca e Biblioteca dei Girolamini, un milione e mezzo per la chiesa di SantAniello a Caponapoli, due milioni e mezzo per lex obitorio in via Rosaroll che diventa un centro di accoglienza per studenti, due milioni e mezzo per la demolizione del fabbricato comunale in piazza Cavour, area che rientra nel parco archeologico dellAcropoli con delocalizzazione del Primo Policlinico e un investimento complessivo di sette milioni. E ancora. Cinquecentomila euro per il Museo di Totò, tre milioni per la riapertura del Museo Filangieri per le arti applicate, cinque milioni e mezzo per lex ospedale della Pace che diventa centro di accoglienza e artigianato, un milione per lex Asilo Filangieri che sarà sede del "Forum delle culture", due milioni per il completamento dello scavo della cavea del Teatro romano allAnticaglia mentre la scena sarà recuperata nel convento dei Teatini a San Paolo Maggiore. Castel Capuano, infine, sarà sede degli istituti superiori di formazione giuridica, degli Archivi storici forensi e del Tar. «Per la prima volta - ha spiegato lassessore ai Fondi europei Nicola Oddati - presentiamo un sistema di interventi organici per il centro storico, di riqualificazione materiale, arredo urbano e sicurezza per i cittadini con venti milioni per il rafforzamento dellilluminazione, della videosorveglianza e il potenziamento delle strutture della polizia municipale. Si va, infatti, verso una grande zona a traffico limitato che riguarderà tutto il perimetro dellarea di intervento». Nei prossimi giorni il via al confronto con imprenditori, Università e associazionismo.