«Milano non ha un museo che sia competitivo almeno a livello europeo. La Pinacoteca di Brera ha opere bellissime ma un numero di visitatori risibile rispetto al patrimonio che offre». Mario Resca, consigliere per la valorizzazione dei Beni Culturali nominato sei mesi fa dal ministro Bondi, pensa che i musei milanesi vadano rinnovati. A partire da Brera. «LAccademia si sposterà, laccordo è firmato da tre ministri, su questo non si discute - ha spiegato ieri a margine dellincontro sulla tutela dei beni storico-artistici alla biblioteca Braidense - . Io giro tutto il mondo e vedo la differenza tra i nostri musei e quelli americani o europei che sono punti di aggregazione, di richiamo, anche di divertimento, molto frequentati, pieni di iniziative ed eventi. Questo devono diventare anche i musei italiani, attrattivi. Invece il numero dei visitatori è in discesa, stiamo perdendo quota. Anche se la voglia di cultura è in crescita». Questanno attivando un modello di comunicazione più accattivante la Settimana della cultura ha avuto «il 71 per cento di presenze in più». Per poter rilanciare la cultura a Milano è necessario creare un «veicolo condiviso con la città attraverso accordi tra pubblico e privato. È finita lepoca dei contributi a pioggia da parte dello Stato e anche per Brera lidea di una fondazione espressa dal ministro Bondi è importante», ha aggiunto Resca. Sul ruolo delle Sovrintendenze e sulla possibilità che vengano in qualche modo esautorate ha affermato che «è nostro compito sviluppare la cultura, non gli interessi personalistici, anche se la tutela e il controllo dei musei non verrà delegata, rimarrà sempre dello Stato». Per arrivare alla Braidense ha dovuto per forza passare attraverso lAccademia e la sua impressione non è buona. «Sono imbarazzato e preoccupato a vedere quello che vedo, con ambienti così lasciati andare e sporchi». E per far conoscere la cultura italiana la ricetta è portare le opere darte in tour allestero. Pure sulle restituzioni ha una sua idea: «Più opere lasciamo in giro per il mondo e meglio è, funzionano come promozione per lItalia».