È a prevalenza sanitaria la destinazione d'uso dell'attuale sede amministrativa dell'azienda sanitaria Favilla: improbabile la trasformazione degli uffici dell'Asl in appartamenti «La questione è complessa, anche perché la zona è sottoposta al vincolo paesaggistico» Sarà improbabile che la sede degli uffici dell'Asl a Monte San Quirico possa essere trasformata in appartamenti. Secondo il sindaco, Mauro Favilla, la destinazione prevalente della palazzina - per il quale l'azienda sanitaria è stata citata in giudizio dalla proprietà, la Loft immobiliare - è quella sanitaria. E, quindi, la riconversione del volume non sarà un affare semplice. A far esplodere la situazione, in effetti, è stata la citazione in giudizio dell'Asl da parte della Loft immobiliare che vuole riappropriarsi della palazzina dove l'azienda sanitaria da anni ha la sede amministrativa, non pagando affitto, sulla base di un vecchio accordo con la Cassa di risparmio di Lucca, il proprietario originario. La Crl, infatti, aveva concesso i locali in comodato all'Asl e l'accordo, in scadenza a fine 2006, era stato poi rinnovato anche dalle due società immobiliari (la Mizar e la Loft) che si sono passate l'edificio. Oggi, però, la Loft immobiliare si rivolge al tribunale civile per tornare in possesso dell'edificio, chiedendo anche un risarcimento milionario all'azienda sanitaria per aver continuato ad occupare la sede senza titolo. L'obiettivo della Loft immobiliare (che al momento si trincera dietro il no comment dell'amministratore unico, il commercialista fiorentino Riccardo Castrucci, e del legale Giovanni Sensi) è quello di far fruttare la palazzina che faceva parte del patrimonio immobiliare della Cassa di risparmio, venduto ai tempi della gestione di Gianpiero Fiorani. E per trasformare gli uffici dell'Asl in un affare, la proprietà ha bisogno di una destinazione d'uso redditizia, come quella residenziale. È a questo punto che entra in ballo il Comune: «Quello della trasformazione di questo edificio - conferma il sindaco Favilla - è un problema complesso, al di là delle destinazioni d'uso possibili in base al regolamento urbanistico. L'immobile, infatti, fu costruito con fini socio-assistenziali: per questo credo che non sia facile cambiargli la destinazione d'uso. Anche se al momento, almeno a quanto mi risulta, al Comune non è arrivata alcuna richiesta in questo senso». In particolare, insiste Favilla, «diventa problematico trasformare questi uffici in appartamenti, considerando che oltre al vincolo sanitario, bisogna tenere presente che la zona è sottoposta a vincolo paesaggistico. Non a caso, al momento della realizzazione si dovette realizzare un edificio piuttosto basso che tenesse conto anche dell'andamento della collina. È anche vero, però, che i privati hanno un volume assentito devono essere messi in condizione di utilizzarlo».