Sugli investimenti sul centro storico partono le consultazioni con le imprese e gli intellettuali. Questa mattina al Pan di via dei Mille sarà ufficializzato il Programma Integrato Urbano (Piu-Europa) approvato dalla cosiddetta «cabina di regia» per la riqualificazione del centro storico-Patrimonio Unesco di Napoli. Ne illustrano i dettagli il governatore Bassolino col sindaco lervolino e gli assessori Oddati e Belfiore, monsignor Russo per l'Arcidiocesi, proprietaria di metà dei beni storici della città, ed il direttore dei beni culturali Pio Baldi. L'approvazione del Piu avvia l'impiego di 240 milioni di euro per una serie di interventi che comprendono l'area Unesco, di Neapolis, la Sanità, Montesanto e la fascia costiera da piazza Mercato al Municipio, fino ai Quartieri Spagnoli con la riqualificazione dei bassi a scopo produttivo il recupero definitivo dell'ex Ospedale militare. Ma il Piu «diventerà definitivo spiega Oddati, assessore al centro storico dopo la condivisione con le forze produttive, del mondo della cultura e dell'associazionismo» con una serie di incontri già calendarizzata. Il Piu punta su «cultura e accoglienza» attraverso quattro tipologie di intervento: riqualificazione ambientale, delle aree mercatali, interventi sul tessuto edificato e sulle infrastrutture. E si somma a sostegni regionali alle attività produttive di quartiere; ad interventi su mobilità e ambiente abbozzati dalla stessa «cabina di regia» nel cosiddetto Grande programma di recupero e orientamento strategico per il centro storico ed al Piano operativo interregionale per il turismo che pure interviene sulla linea di costa da Castelnuovo a Monte Echia. Insomma, una ragnatela di interventi integrati per un centro storico di 890 ettari che, dice l'assessore Oddati, «vogliamo aperto e vissuto da imprese e studenti» e tuttavia difetta di un piano unitario di programmazione e gestione, quel «Piano di Gestione» requisito fondamentale per il titolo di «patrimonio dell'umanità» guadagnato nel '95 che è stato sollecitato recentemente dalla direzione Unesco alla città di Napoli ed anche al governo di Roma, subito dopo la «missione ispettiva» napoletana di dicembre scorso. Lo ricorderanno questa mattina al Pan con un volantinaggio i comitati per il recupero dell'area Unesco, quello di Portosalvo in testa, in vista del vertice di Siviglia di fine giugno quando gli Stati membri della Convenzione del Patrimonio discuteranno proprio il caso-Napoli. L'Unesco chiede ai napoletani maggiore manutenzione oltre al programma-guida per la gestione del patrimonio storico, però ha anche guardato positivamente all'approvazione del Piu, che non prevede solo «recupero, restauro e funzionalizzazione degli edifici storici» ma una serie di operazioni di carattere economico-sociale, come sulle aree mercatali con, ad esempio, la realizzazione di una Casa della Letteratura in piazza Mercato. In dettaglio, oltre 145 milioni dei 240 disponibili andranno agli interventi sugli edifici, ad esempio il recupero dell'ex asilo Filangieri per il Forum delle Culture o alla «cittadella universitaria» con residenze e studentato internazionale oppure alla trasformazione dei bassi, d'intesa coi residenti, in attività produttive. Oltre 35 milioni invece agli spazi urbani: strade, piazze pedonalizzate, giardini e scavi archeologici come per piazza Municipio dove è previsto anche un parcheggio interrato, o il Borgo con Castel Dell'Ovo. A piazza Cavour è previsto l'abbattimento dell'edificio con gli uffici comunali. La riqualificazione è prevista anche per gli Incurabili e sul teatro antico dell'Anticaglia. Circa 11 milioni vanno alle aree mercatali. E 47,5 milioni alle infrastrutture, compresa una funivia fra Capodimonte e il Museo Nazionale. Oddati aveva parlato anche di un comitato di controllo composto da personalità, pensando, tra gli altri, a Raffaele La Capria, Gerardo Marotta o Riccardo Muti.