Serviranno tre miliardi di euro per recuperare l'intero patrimonio storico-architettonico aquilano. E la stima fatta da Luciano Marchetti, vice commissario della Protezione civile per i beni culturali. A seguito del sisma del 6 aprile, infatti, sono già 1.800 gli edifici storici su cui si segnalano possibili danni, ma secondo Marchetti si potrebbe facilmente arrivare a quota tremila su tutto il territorio. Degli edifici segnalati, spiega il vice commissario, la maggior parte sono religiosi: «Si tratta di circa 1.0501.100 chiese, di cui 150 nel centro storico dell'Aquila, mentre 700 circa sono edifici storici di altra natura, di cui almeno 300 nel centro storico». «Le chiese all'interno del centro storico sono già state schedate tutte prosegue Marchetti e sono tutte inagibili, solo il convento di San Domenico potrà essere reso agibile in poco tempo con piccoli interventi». Sull'intero territorio aquilano, invece, le chiese schedate sono a quota 800 circa. «Per i palazzi la schedatura è più difficile perché hanno piante più complesse, siamo al 50 delle verifiche nel centro storico, ma speriamo di concludere in un mese». Marchetti parla di un costo tra 1,5 e due milioni di euro all' anno per ciascun intervento su ogni edificio danneggiato: «Si potrà arrivare al massimo a tre milioni, ma è difficile, non parliamo di autostrade». In ogni caso il vice commissario stima che tre miliardi di euro saranno sufficienti per il recupero dell'intero patrimonio storico dell'Aquila. «Comunque conclude ogni intervento di restauro comporta sempre una perdita di autenticità, a maggior ragione quando si tratta di interventi pesanti, come sarà per l' 80 degli edifici storici del centro storico dell'Aquila». Per quanto riguarda i puntellamenti per la messa in sicurezza degli edifici, i costi sono invece molto variabili: «Questi lavori provvisionali vanno da 5.000 a 20.000 euro, ma può capitare che si tratti di interventi più grandi, fino a 100.000 euro e oltre, come per la Basilica di Collemaggio, per la cui messa in sicurezza serviranno 300.000 euro». Sono già una ventina i puntellamenti terminati su edifici privati del centro storico; una decina, invece, quelli su edifici pubblici e quattro quelli in corso su palazzi storici: il Duomo, la Basilica di San Bernardino, il Castello cinquecentesco sede del Museo nazionale d'Abruzzo, la Chiesa di San Marco. «I puntellamenti spiega Marchetti vengono affidati per trattativa diretta alle imprese locali certificate per interventi di restauro, che in tutto il territorio aquilano mi pare siano circa 25. Ad alcuni lavori, però, laddove serve operare in deroga ai criteri di sicurezza, provvedono i vigili del fuoco». Le imprese esterne, invece, partecipano solo nel caso in cui avevano già cantieri nella zona. «Contiamo di finire i puntellamenti in alcuni mesi, probabilmente dopo l'estate» aggiunge il vice di Bertolaso, ma spiega che del costo totale di questo tipo di interventi è presto per fare una stima, poiché ci sono edifici ancora nemmeno visionati. Sulla possibilità che i danni a chiese e castelli siano così gravi a causa di interventi di consolidamento e restauro del passato mal progettati ed eseguiti, Marchetti rivela che c'è l'intenzione di verificare come hanno reagito gli edifici già restaurati dopo i terremoti del passato, in particolare quello di inizio Novecento: «Quegli interventi rispondevano alle conoscenze antisismiche e alle normative dell'epoca e la sensazione che emerge dalle prime verifiche è che fossero inadeguate».