Nonostante l'attuale maggioranza parlamentare dimostri abitualmente una compattezza quasi militare di fronte alle iniziative del Governo, il ministro Sandro Bondi ha suscitato notevoli resistenze (soprattutto alla Camera) sulla riforma del Mibac, imposta dalla manovra finanziaria 2009 per operare tagli e risparmi, ma anche fortemente voluta dallo stesso Ministro per introdurre la nuova Direzione generale dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale. Sul relativo schema di decreto del Presidente della Repubblica (atto n. 72), le competenti Commissioni parlamentari sono chiamate a esprimere un parere prima della definitiva adozione da parte del Consiglio dei Ministri. Al momento di andare in stampa la Commissione istruzione pubblica e beni culturali del Senato ha espresso un parere comunque favorevole anche se con parecchie osservazioni critiche; alla Camera (dove è competente la Commissione affari costituzionali, a cui la Commissione cultura invierà i propri «rilievi») anche alcuni esponenti della maggioranza (sia Pdl sia Lega) hanno criticato duramente il merito del provvedimento e hanno imposto un rinvio dell'espressione del parere, per consentire alla Commissione cultura di approfondire le questioni con una serie di audizioni informali. Particolarmente severo è stato il relatore Fabio Granata, deputato siciliano (già apprezzato come Assessore regionale alla Cultura di Al- leanza nazionale), capogruppo del Pdl in Commissione cultura, che ha recentemente promosso Ia costituzione dell'associazione «Articolo 9» per la tutela del paesaggio secondo i principi della Costituzione. Il punto più contestato riguarda l' accorpamento della Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee con quella per i Beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici: accorpamento che si teme raccolga un eccesso di compiti e confonda esigenze di tutela dell'esistente e di promozione del nuovo, mettendo a rischio i progetti in corso e gli importanti risultati raggiunti in questo campo, nonché l'effettività della tutela del paesaggio. Nel contempo è stato sostenuto che le esigenze di riduzione si potrebbero realizzare unificando cinema e spettacolo dal vivo, come anche archivi e biblioteche, e forse anche non lasciando isolati in una propria direzione generale i beni archeologici (che nel nuovo regolamento saranno definiti «antichità»). Allo stato delle cose sembra comunque che il Governo non intenda tornare indietro, e potrebbe riuscire a ottenere anche alla Camera un parere favorevole che non contenga «condizioni» ma solo «osservazioni». Sempre nella Commissione cultura della Camera, e sempre con Fabio Granata come relatore, è stato contestato anche dalla maggioranza un altro atto del Mibac sottoposto a parere parlamentare: lo schema di decreto per il riparto dello stanziamento relativo a contributi da erogare a enti, istituti, associazioni, fondazioni e altri organismi per l'anno 2009 (atto n. 70). La contestazione (piuttosto severa, tale da imporre anche in questo caso un rinvio dell'espressione del parere) ha riguardato soprattutto l'assenza di sufficienti informazioni, nonostante le precedenti richieste della Commissione: «Non appare infatti congruo, ha sottolineato Granata, richiedere al Parlamento l'espressione del parere su un atto che non consente alla Comissione parlamentare di essere messa nelle condizioni di valutare compiutamente le risorse stanziate dall'Esecutivo ai singoli enti, senza che questi siano specificamente individuati». Lo schema di decreto in questione ripartisce 14,6 milioni di euro, cifra inferiore del 10,13 a quella del 2008. La riduzione è stata applicata in modo selettivo: un -17,35 quasi generalizzato rispetto al 2008, ma 48,58 per il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali in ragione della copertura delle «spese di custodia», e «soltanto» -4 per il Festival dei due mondi di Spoleto, Biennale di Venezia e Fondazione Rossini Opera Festival di Pesaro, in ragione della «valenza» delle istituzioni e delle loro iniziative in campo internazionale.
ROMA - Bondi criticato dai suoi. Il nodo rimane il ruolo della nuova Direzione generale già affidata a Resca.
Il ministro Sandro Bondi ha presentato una riforma del Mibac, che prevede l'introduzione di una nuova Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. La riforma è stata sottoposta al parere delle Commissioni parlamentari, che hanno espresso un parere favorevole con alcune osservazioni critiche. La Commissione istruzione pubblica e beni culturali del Senato ha espresso un parere favorevole, mentre la Commissione affari costituzionali della Camera ha imposto un rinvio dell'espressione del parere per consentire una maggiore approfondimento.
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