VENEZIA Adesso lo sanno anche gli inglesi: «Il Mose è il frutto dell'Italia più bella, quella che investe nelle opere dell'ingegno e che esporta i prodotti dell'intelligenza ». Parola di veneziano e di ministro. Quello dell'Innovazione, Renato Brunetta, che ieri a Londra ha presentato agli ingegneri civili dell'Ice, (Institution of Civil Engineers) e a una serie di accademici lo stato dei lavori delle dighe mobili di Venezia ribadendo che già nel 2014 saranno a pieno regime. «Le cose più difficili ha detto Brunetta sono già state realizzate e ormai c'è anche un grande consenso nazionale intorno all'opera che è la più grande impresa di salvaguardia idraulica-ambientale mai concepita e mai realizzata al mondo». Il ministro Brunetta ha spiegato agli ingegneri inglesi che «la fase dei dubbi e dei distinguo è ormai superata». «Come in tutti i paesi democratici ci sono state opinioni diverse ha aggiunto il rappresentante del governo Ma per fortuna il buon senso ha vinto, ha vinto la serietà dell'opera e i prodotti di altissima ingegneria che sono stati elaborati per creare l'intero sistema». Alla conferenza, organizzata dall'ambasciata d'Italia a Londra in collaborazione con il presidente del Magistrato alle acque Patrizio Cuccioletta e il Consorzio Venezia Nuova, per l'occasione rappresentato dalla responsabile della progettazione del Mose Maria Teresa Brotto hanno partecipato anche i membri dei comitati privati internazionali del Regno Unito per la salvaguardia di Venezia che da anni contribuiscono economicamente al restauro delle opere architettoniche veneziane. «Il governo italiano ha fatto la sua parte per la salvaguardia di Venezia costruendo una delle più importanti opere di ingegneria idraulica del mondo ha concluso Brunetta adesso ci sono da fare tutte le operazioni del disinquinamento e della salvaguardia della laguna ».