VENEZIA Aveva già un nome e forse quella è l'unica cosa che gli è rimasta. Per il Battello dell'Arte infatti il futuro è quantomai incerto. Doveva partire con la Biennale di quest'anno o al massimo a fine giugno ma se ne riparlerà solo a primavera prossima. Perché il progetto vada in porto serve qualcosa come 600 mila euro. Da trovare sottoforma di sponsorizzazioni. Altrimenti rimarrà un bel sogno e niente più. E dire che lo scorso autunno, quando fu lanciato, e non più di un paio di mesi fa, mentre si stavano tenendo gli incontri tra Comune e istituzioni culturali della città, le cose sembravano fatte. Con una linea di collegamento tra piazzale Roma, Palazzo Grassi, Accademia, Guggenheim, Punta della Dogana, Fondazione Cini e Biennale che poteva venire realizzata in breve tempo. «Non ci sono più i tempi per farla quest'anno conferma il capo di Gabinetto Maurizio Calligaro ormai è tutto rinviato al 2010». In realtà, il vaporetto per il turismo d'élite interessato ai musei potrebbe avere difficoltà anche l'anno prossimo. I conti, specie in periodi di crisi come questo, non fanno sorridere. «Perché il servizio si autofinanzi precisa Emilio Quintè della Cini che finora ha coordinato le riunioni operative servono circa 500-600 mila euro, altrimenti il prezzo del biglietto sarebbe automaticamente fuori mercato. Il ticket infatti non può superare i 15 euro e senza contributo dovrebbe crescere di una decina di euro. Impossibile». Quindi? Sponsor cercasi. Come per mille altre cose in città. Chi andrà a caccia? «Penso che il Comune e la Regione saranno coinvolti in primis nella ricerca di finanziatori, certo è che non si potrà in alcun modo gravare sulle loro casse».