Caro Buccini, Giuseppe Pullara parlando di Architettura nel Corriere di Roma, riferisce che Renzo Piano ha dovuto nascondere la propria identità a Parigi, in quanto odiato per la costruzione del famoso Beaubourg. Ora, invece, tutti lo osannano. La tesi è che la gente comune è ignorante (artisticamente parlando) e che l'artista, alla lunga, ha sempre ragione, a prescindere. Tale aneddoto lo espone riferendosi al muro (imbrattato di vernice) dell'odiata «officina-garage» che Meier ha costruito per avvolgere l'Ara Pacis. Qui si confonde quel sacrosanto sentimento umano che è l'«abitudine»: quando la gente si abitua ad una bruttura tipo Beaubourg parigino o la Teca romana, incomincia a considerare l'opera come un fatto compiuto fisico di riferimento e quindi, quasi positivo. Senza entrare nell'annosa ed irrisolvibile questione di Arte- non-arte, abbiamo il coraggio individuale senza paura di apparire out-culturalmente, di affermare che non ci piacciono, in quanto lavori (per noi) privi di valore artistico, avulsi dall'ambiente circostante. Tutto sommato, quell'insano, deprecabile gesto dell'imbrattamento colorato è meno esecrabile delle proteste protette dei no-global... Caro Pepe, il mondo è pieno di commistioni felici tra panorami classici e buona architettura moderna. E quel suo riferimento finale ai no global (per una volta, che diavolo c'entrano?) marchia abbastanza ideologicamente la sua più che legittima critica. La teca è stata vittima di una vera gazzarra pre-elettorale quando Veltroni era ancora sindaco. Non mi pare, onestamente, un problema serio per Roma e non mi pare serio vagheggiarne lo smantellamento... La tesi non è affatto che la gente comune è ignorante, ma che il gusto si può educare. Mi scusi, ma io sto con Pullara.
ROMA - Arte vera, finta e vandalismi un'occhiata alla Teca di Meier
Giuseppe Pullara ha scritto un articolo in cui critica la costruzione del Beaubourg a Parigi e della Teca romana, affermando che la gente comune è ignorante e che l'artista ha sempre ragione. Pullara sostiene che l'abitudine e la familiarità con la bruttura possono portare a considerarla come un fatto compiuto e positivo. Ha anche criticato le proteste protette dei no-global e ha affermato che il mondo è pieno di commistioni felici tra panorami classici e buona architettura moderna. Pullara sostiene che il gusto si può educare e che non è un problema serio lo smantellamento della Teca. L'articolo è stato pubblicato sul Corriere di Roma.
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