Beiamo scrive al ministro Urbani: «Vietare il transito delle navi non è suo compito: «Delirio di onnipotenza». Così il senatore dell'Udc, Ugo Bergamo, ha bollato in una sua interrogazione al ministro dei Beni culturali e ambientali, Giuliano Urbani, l'iniziativa con la quale il soprintendente, Giorgio Rossini, ha chiesto all'Autorità portuale, alla Capitaneria di Porto, al sindaco - commissario al Traffico acqueo, di vietare il passaggio delle grandi navi da crociera in Bacino di San Marco. Bergamo non si è limitato all'interrogazione parlamentare, con la quale ha chiesto a Urbani la rimozione di Rossini dal suo incarico, ma ha altresì inviato alla Procura della Repubblica una denuncia contro il soprintendente, con la richiesta di verificare se nel suo comportamento si possano ravvisare illeciti penali. «Penso al reato di procurato allarme - ha spiegato ieri il senatore della Casa delle libertà -, a quello di minaccia, all'abuso di potere quando Rossini assumerà provvedimenti in linea coi suoi annunci». Bergamo ha sostenuto che l'iniziativa di Rossini costituisce una «evidente distorsione delle competenze affidate alla Soprintendenza». Secondo il senatore, le «incaute dichiarazioni» rilasciate da Rossigni hanno di per se stesse provocato un danno alla portualità veneziana, e non sono suffragate da elementi oggettivi. «Anzi - ha aggiunto - il dichiarare pericoloso il transito delle navi in bacino collide con gli studi dell'Autorità portuale e del Comune che inequivocabilmente dimostrano come il passaggio delle navi non produca moto ondoso né danni alle rive». Bergamo ha chiesto al ministro di verificare che il nuovo Codice dei Beni culturali e del paesaggio, in base al quale Rossini ha minacciato di prendere «drastiche soluzioni» nel caso di inerzia delle autorità competenti, abbia corretta applicazione e preveda scelte responsabili e soprattutto giiustificate, e ha sollecitato «l'immediata revoca del soprintendente stesso» per fermare «un delirio di onnipotenza» viste le minacce di provvedimenti al di fuori di ogni fondamento tecnico scientifico. Se il senatore Bergamo si è fatto paladino delle preoccupazioni e delle paure degli operatori portuali, l'iniziativa di Rossini ha invece riscosso l'immediato plauso di Arco, l'associazione dei residenti di Castello che da anni si batte contro l'ormeggio delle grandi navi da crociera in Riva dei Sette Martiri. E proprio ieri il presidente dell'associazione, Beverino Rigo, ha scritto al sindaco - commissario contestando il tradimento da parte dell'Autorità portuale del protocollo d'intesa raggiunto tra la stessa Autorità, il Comune, il Quartiere 1, sull'uso della banchina di Riva Sette Martiri. Secondo l'accordo, l'Autorità si riservava di utilizzare la Riva solo per «specifiche o improvvise emergenze», per non più di 7 giorni all'anno, previa concertazione col quartiere e comunicando al sindaco le ragioni dell'emergenza, ma il calendario ufficiale della Venezia Terminal Passeggeri, invece, prevede già ora da maggio a ottobre 5 accosti da 6 a 8 giornate di permanenza. «Pensiamo - ha concluso Rigo - che una tiratina di orecchie da parte sua non guasti». Sul tema è intervenuto anche il governatore veneto, Giancarlo Galan, invitando «a ragionare senza urla e reciproche scomuniche». Per Galan, cui non spiace l'idea del "senso unico" lanciata da Costa, le navi in Bacino fanno parte della storia di Venezia, benché ne ammetta la stazza eccessiva.